NOVARA – Un fenomeno naturalistico assolutamente inedito, molto probabilmente legato agli effetti dei cambiamenti climatici, sta creando non piccoli problemi ai cittadini di Novara. La città, infatti, è letteralmente invasa da ibis sacri, grandi uccelli originari delle zone umide africane, in particolare dell’Egitto, che hanno colonizzato varie zone verdi dove hanno nidificato ed hanno cominciato a riprodursi.
Il fenomeno è cominciato qualche mese fa. Nello scorso marzo, una interrogazione presentata dal gruppo del Partito Democratico in consiglio comunale aveva sollevato il problema, sul quale l’assessore all’ambiente aveva annunciato le prime contromisure. Nel frattempo però gli ibis sono cresciuti in numero e in invasività: oggi, secondo quanto riferiscono le autorità sanitarie locali, sono migliaia e si concentrano in particolare in due aree verdi, il parco di via Bainsizza, nel quartiere Bicocca alla periferia est della città, e i giardini del liceo Casorati, nella zona ovest.
La presenza di queste colonie foltissime, non è senza conseguenze. Gli Ibis hanno un’apertura alare di oltre un metro, e costruiscono i nidi su alberi alti nei dintorni dei quali le tracce della presenza sono molto evidenti: rami spezzati, uova dischiuse cadute al suolo, pulcini morti a terra, cattivi odori e guano ovunque. Gli Ibis, tra l’altro non rimangono immobili sugli alberi, ma spesso planano su terrazze e mansarde delle case nelle vicinanze.
La “piaga d’Egitto” ha reso necessario uno sforzo particolare da parte dell’amministrazione, che nelle ultime settimane ha cominciato un monitoraggio puntuale della situazione. La società pubblica dell’igiene urbana è stata incaricata di rimuovere il guano che ricopre grandi spazi nei dintorni dei parchi colonizzati dagli ibis. Una indagine specifica è stata effettuata sui pulcini morti, sui quali si era diffusa la voce di possibili avvelenamenti, che sono stati esclusi dalle analisi tossicologiche.
Ma per ridurre i danni e il fastidio che ormai ha esasperato molti cittadini, è necessario mettere in campo un piano di contenimento della riproduzione degli uccelli. Se ne sta occupando la Provincia di Novara con il supporto tecnico all’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha autorizzato una serie di azioni mirate, come l’oliatura delle uova per impedirne la schiusa e l’uso di gabbie per il controllo della riproduzione. Non ci saranno però abbattimenti indiscriminati. Le prime misure partiranno durante l’estate con una spesa di oltre 60.000 euro coperta da un contributo straordinario.
Ettore Colli Vignarelli
