GALLARATE – «Ho meglio da fare che stare dietro ai deliri di qualcuno». Il sindaco di Gallarate, Andrea Cassani, liquida così la protesta del gruppetto di cittadini che sabato mattina, 19 luglio, si sono ritrovati a Moriggia per dire No alla costruzione del nuovo Palazzetto dello Sport.
Sempre gli stessi
Anche, perché, sottolinea il primo cittadino, «cambiano il nome in base a dove vanno ma sono sempre gli stessi». Sono gli attivisti che da alcuni anni si sono riuniti nel comitato “Salviamo gli alberi di Gallarate”, che si sono mobilitati prima contro la riqualificazione di piazza Giovanni XXIII («e oggi ci sono più alberi») e poi contro la realizzazione della nuova scuola in via Curtatone («dove c’erano piante non autoctone non di pregio, come certificato dal Parco del Ticino».
Non ci sono alberi
Ora invece si mettono di traverso alla costruzione del Palazzetto, che sorgerà non al posto di un bosco, bensì di un campo da calcio. Un prato verde, dunque, senza nemmeno una pianta. «Secondo loro, non è giusto comunque costruire anche se non ci sono alberi», fa notare Cassani, stigmatizzando i contenuti del «delirante comunicato». E conclude: «Si chiamano “Salviamo gli alberi” in realtà sono “Rompiamo le scatole indiscriminatamente”. In via Curtatone lamentavano la presenza di ricci, ora pare di rospi e di rane. Fortunatamente hanno la capacità di saltarellare altrove».
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