Novara piange Giuliano Koten, simbolo dello sport paralimpico e della solidarietà

Novara Koten morto cordoglio
Giuliano Koten nella sua ultima apparizione pubblica il 24 febbraio a Torino come tedoforo paralimpico

NOVARA – Il mondo dello sport e del volontariato novarese si sveglia in lutto. Si è spento questa mattina a Cameri, a causa di un’insufficienza respiratoria, Giuliano Koten, una figura che ha segnato profondamente la storia del territorio attraverso l’impegno civile e la promozione dell’integrazione sportiva.

L’esilio, l’incidente, la rinascita

Nato a Fiume nel 1941, la vita di Koten è stata lo specchio delle grandi vicende del Novecento. Esule nell’immediato dopoguerra, arrivò a Novara nel 1950, trascorrendo otto anni nel campo profughi allestito all’ex caserma Perrone.

Nonostante le difficoltà, riuscì a integrarsi e a trovare lavoro, fino a quel drammatico 26 luglio 1965: un grave infortunio sul lavoro mentre operava come ascensorista per la ditta Falconi lo costrinse per sempre sulla sedia a rotelle.

Il pioniere dello sport paralimpico

Invece di arrendersi, Giuliano Koten scelse di trasformare il limite in opportunità. È stato un pilastro dell’ASH (Associazione Sportiva Handicappati) di Novara, dove ha formato generazioni di campioni, prima di assumere nel 2015 la presidenza del “Timone”, associazione dedicata al sostegno e alla terapia per le persone in difficoltà.

Il suo impegno costante gli valse la nomina a Cavaliere di Gran Croce e il prestigioso “Sigillum” di Novarese dell’anno nel 1988, riconoscimento che ricevette con orgoglio insieme a figure del calibro di Marcella Balconi e don Aldo Mercoli.

Oltre ai successi sportivi e alle innumerevoli medaglie conquistate in diverse discipline, Koten portò il suo spirito di servizio anche nelle istituzioni cittadine, sedendo tra i banchi del consiglio comunale nelle fila di Forza Italia.

Pochi giorni fa tedoforo per Milano-Cortina

Nello scorso ottobre aveva preso parte alla inaugurazione della nuova ludoteca avveniristica al “Timone”, e solo pochi giorni fa aveva vissuto l’ultima grande emozione pubblica in piazza Castello a Torino dove, insieme all’amico e atleta Maurizio Nalin, aveva sfilato come tedoforo per le Paralimpiadi di Milano-Cortina. Un ultimo passaggio di testimone che oggi risuona come il testamento spirituale di un uomo che non ha mai smesso di guardare avanti.

Il cordoglio delle istituzioni

La morte di Giuliano Koten ha suscitato un vasto cordoglio nelle istituzioni. Il sindaco Alessandro Canelli ha affidato ai social il suo ricordo.

«Oggi – ha scritto Canelli – Novara perde un grande uomo. E io perdo un amico. Giuliano è stato un grande campione paralimpico, ma soprattutto un uomo straordinario che ha saputo trasformare la sua storia in un esempio di forza, dignità e generosità. Giuliano aveva un’umanità autentica, una determinazione straordinaria e una capacità unica di guardare sempre agli altri prima che a se stesso. Era uno di quegli uomini che rendono una comunità più forte semplicemente con il loro modo di essere. Per me è stata una grande fortuna incontrarlo, conoscerlo davvero e potergli voler bene. Ciao Giuliano! Novara non ti dimenticherà. E io nemmeno…»

Il vicesindaco e assessore allo sport Ivan De Grandis sottolinea come la storia di Koten sia  «una preziosa testiminianza di determninazione, coraggio e amore per la vita, valori che resteranno un esempio per tutti»

Dal canto suo il senatore novarese Gaetano Nastri, che fu collega di Koten al consiglio comunale alla fine degli anni ’90, lancia una proposta: «sono certo – dice –  che la città di Novara e l’amministrazione comunale sapranno riconoscere pienamente il valore della sua storia e del suo esempio umano e sportivo, promuovendo iniziative che ne conservino la memoria. Ricordare Giuliano Koten significa rendere omaggio a una persona stimata e rispettata nella nostra comunità, il cui esempio merita di essere tramandato alle nuove generazioni».

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