NOVARA – De Grandis sapeva della presenza degli “avanzi” del vecchio manto erboso dello stadio Piola (in concessione al Novara FC) nell’area verde della ex Colonia Elioterapica dell’Agogna. Almeno da novembre. E si era attivato, con il supporto del sindaco, per risolvere il problema.
Ma – per ragioni del tutto incomprensibili – non ne ha fatto parola, neppure di fronte alle domande garbatamente sollevate dai consiglieri comunali giovedì in commissione. Quando, al contrario, si è trincerato dietro a qualche “non so”, dando la stura all’ennesima polemica.
Cosa c’è nei sacchi bianchi
A svelare a Malpensa24 gli aspetti finora sconosciuti della vicenda, è stato il sindaco Alessandro Canelli. «E’ stato l’assessore De Grandis – dice il sindaco – a scoprire la presenza di quella sorta di discarica nell’area affidata da qualche anno alla società sportiva Juventus Club. L’aveva vista durante un sopralluogo per un intervento da fare sulla struttura».
«Me ne ha parlato – continua Canelli – e abbiamo avviato la procedura adeguata. Anzitutto verificando il contenuto dei sacchi, nei quali non c’è il manto erboso, ma il sottofondo, composto da un terriccio mescolato con un granulato plastico. Un rifiuto che non ha caratteristiche di pericolosità, ma che va smaltito come rifiuto speciale»
«L’erba sintetica – aggiunge – è stata invece effettivamente distribuita alle società dilettantistiche che ne hanno fatto richiesta. Tutto quel che ne resta è il rotolo che è stato fotografato abbandonato sul prato».
Lo smaltimento era competenza della ditta
«A occuparsi dello smaltimento -spiega ancora Canelli – doveva essere la ditta che ha effettuato i lavori. Così prevedeva il bando che si erano aggiudicati. Ma così non è avvenuto. Per questo abbiamo avviato la messa in mora con una specifica diffida adempiere quello che il contratto prevedeva. Contemporaneamente stiamo verificando le eventuali responsabilità sulla mancata vigilanza da parte della struttura comunale».
Di certo è singolare che per due anni abbondanti nessuno si sia accorto di nulla e nessuno sia intervenuto
Perché l’assessore ha taciuto
Resta poi l’interrogativo sul motivo per cui De Grandis non ha spiegato serenamente in commissione come sono andate le cose. Il sindaco si limita a confermare che «in questa occasione raccontare le cose come stanno sarebbe stato tutto a suo vantaggio».
Pd: «De Grandis inadatto» M5S accesso agli atti
Le risposte e le precisazioni arrivate da palazzo Cabrino non cambiano il giudizio di fondo delle opposizioni. Per il Partito Democratico «De Grandis non è adatto all’incarico: tra debiti fuori bilancio e spese per gli spogliatoi di via Spreafico, è causa di continui danni economici». Dal canto suo il Movimento 5 Stelle, ha annunciato un formale accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione relativa all’appalto e alla gestione del vecchio manto.
Interrogazione di Alleanza Novarese
Il gruppo di Alleanza Novarese, invece, ha presentato una interrogazione per avere in sede ufficiale notizia dal Sindaco e dall’Assessore se siano a conoscenza dell’accatastamento e perché non siano stati effettuati sopralluoghi per garantire la chiusura del ciclo dei rifiuti.
A chi la colpa? Ancora il buco nero?
Resta da capire chi si assumerà la responsabilità della mancata vigilanza sull’operato della ditta che si sarebbe dovuta accollare lo smaltimento. La “dottrina De Grandis” esclude la responsabilità dell’assessore, che, come ha più volte sostenuto rispetto agli altri casi emersi in questi mesi, ha il compito di dare l’indirizzo politico.
Molto probabile che anche in questo caso la “colpa” sarà addossata alla struttura, ed in particolare ai suoi vertici.
Come dire, l’eterno ritorno del “buco nero”…
