Riboldi “inaugura” il pronto soccorso di Novara. Ma i giornalisti non sono invitati

Novara ospedale nuovo pronto soccorso
Da sinist6ra il primario prof. Bellan, il direttore generale Scarpetta, l'assessore Marnati e l'assessore Riboldi

NOVARA – Il nuovo pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore è pronto. La città lo aspettava da due anni e mezzo (precisamente dal luglio 2023). Oggi è stato – di fatto – inaugurato ufficialmente con la presenza dell’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, accompagnato dal collega assessore all’ambiente Matteo Marnati con il direttore generale Stefano Scarpetta a fare da “padrone di casa”.

La stampa locale non è stata informata

Peccato che a questo vernissage la stampa cittadina non sia stata invitata. A consentirci di raccontare ai novaresi quella che senza ombra di dubbio è una bella notizia, solo una corposa “velina” inviata a cose fatte.

«Una visita improvvisa»

A chi ha provato a chiedere ragione della mancata convocazione è stato spiegato che «l’assessore ha fatto una visita improvvisa». Scusa un po’ deboluccia, anche perché il “press kit” inviato ha tutta l’aria di un lavoro preparato con cura e per tempo, con tanto di filmati e shooting fotografico.

Se si sia trattato di un pasticcio organizzativo o della volontà di non avere tra i piedi i cronisti, lo si scoprirà, anche perché nessuno tra i colleghi delle varie testate sembra disposto a lasciare passare inosservato quanto è accaduto.

Per ora, non ci resta che riportare le informazioni che ci sono state passate. Senza aver potuto verificare di persone e eventualmente chiedere chiarimenti e fare domande.

Come è strutturato il nuovo Pronto Soccorso

Il nuovo Pronto Soccorso – molto atteso anche in vista dei possibili sviluppi del ruolo del “Maggiore” – è caratterizzato da una riorganizzazione funzionale dell’area di emergenza. L’accesso si apre su una vasta zona di attesa per pazienti e familiari, dimensionata in modo adeguato rispetto ai volumi di utenza e collocata in prossimità dell’area triage.

Quest’ultima è dotata di un sistema di preselezione visiva e di percorsi differenziati per pazienti in barella, in carrozzina o deambulanti, con la possibilità di attivare un ulteriore percorso dedicato in caso di patologie infettive o maxi-emergenze.

Il triage è gestito da personale infermieristico specificamente formato, che opera secondo protocolli validati per l’attribuzione dei codici di priorità, garantendo la presa in carico tempestiva dei casi più urgenti.

Due aree di visita suddivise per intensità di cura

Ai lati dell’area di attesa si sviluppano le zone di visita: una dedicata ai codici di minore priorità, articolata in più box distinti per problematiche traumatologiche e mediche, e una area attrezzata per la valutazione h24 di pazienti a ogni livello di intensità, inclusi i codici rossi.

Quest’ultima è organizzata come area “open”, con postazioni completamente monitorizzate e in telemetria, che consentono il controllo continuo dei parametri vitali e l’osservazione diretta dei pazienti, ed è già predisposta per l’attivazione di percorsi di isolamento in caso di future emergenze epidemiche.

Il primario: una struttura che avrà ricadute positive

«Dal punto di vista clinico, i nuovi spazi ci permettono di modulare in modo più appropriato la presa in carico dei pazienti in base alla gravità e alla tipologia del problema», afferma il professor Mattia Bellan, direttore della Struttura complessa di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza.

«Attualmente sono attivi tre box. Due di questi si trovano nei nuovi locali. Il terzo, denominato Shock Room, è collocato nel ‘vecchio’ DEA, ma è stato recentemente ristrutturato e potenziato. In una fase successiva è prevista la creazione di una stanza tecnologicamente avanzata dedicata ai pazienti in condizioni di emergenza (codici rossi)».

«I nuovi spazi – aggiunge il prof. Bellan – includono inoltre due box dedicati ai codici di priorità minori (bianco, verde e azzurro): uno per pazienti con problematiche mediche o chirurgiche e uno per pazienti traumatologici. Quest’ultimo sarà ulteriormente attrezzato per consentire una gestione congiunta con i colleghi ortopedici e la realizzazione di gessi direttamente in Pronto Soccorso» .

«La distinzione tra box dedicati ai codici minori e aree attrezzate per la gestione dei casi più complessi – dichiara Bellan – «onsente una maggiore rapidità nelle valutazioni e una migliore integrazione tra le diverse competenze, con ricadute positive sull’efficacia dell’assistenza e sull’organizzazione del lavoro quotidiano».

Scarpetta: migliorerà le condizioni di lavoro

Stefano Scarpetta, direttore generale dell’AOU, ha sottolineato che «la nuova organizzazione degli spazi contribuirà a migliorare il clima lavorativo e le condizioni operative del personale oltre ovviamente al comfort dei pazienti e degli accompagnatori».

«I nuovi locali – aggiunge – nel rispetto della normativa vigente, sono soggetti a completa videosorveglianza e predisposti con tutti gli strumenti di allarmistica (pulsanti di allarme e richiesta aiuto) che verranno integralmente attivati nelle prossime settimane. Tutto questo a garanzia del personale che quotidianamente presta attività assistenziale nel Pronto Soccorso e che purtroppo spesso si trova a fronteggiare fenomeni di aggressione fisica o verbale».

Riboldi: «Spazi ampi e moderni»

E l’assessore Riboldi  ha concluso sottolineando che «I nuovi spazi che questa mattina ho visitato sono ampi, moderni, tecnologicamente avanzati, dotati di impianti di videosorveglianza all’avanguardia per garantire la massima sicurezza agli operatori. Ci sono più posti letto e l’ambiente è più confortevole. Migliora l’efficienza clinica ed anche l’accoglienza dei pazienti».

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