Nel giorno di Arianna Meloni in Piemonte, AN “spara” su De Grandis e Cameroni

Novara polemica dissidenti FDI
Daniela Cameroni e Ivan De Grandis ripresi sabato a Trecate

NOVARA – Sabato e domenica pasticcini e spumante. Lunedì a rapporto dalla “generalessa” mentre dalle retrovie piovono colpi di spingarda a palle incatenate Archiviati presto sorrisi e complimenti, per Daniela Cameroni, neo assessore regionale all’istruzione, l’inizio settimana coincide con un inevitabile e brusco ritorno alla realtà.

In Piemonte arriva Arianna Meloni

Oggi pomeriggio a Torino arriva Arianna Meloni, che incontra circa 500 amministratori del territorio per provare ad superare la curva stretta del caso “Cinque forchette”. Uno scandalo che ha portato alla capitolazione dell’ex sottosegretario alla giustizia Andrea Delmastro e ha rimescolato le carte dentro FdI. Cameroni sarà ovviamente in prima fila, dopo la sua ascesa tra le prime linee del partito con la nomina ad assessore al posto di Elena Chiorino, travolta dal ciclone Delmastro.

E accanto a lei tra gli altri novaresi ci sarà certamente anche Ivan De Grandis, il vicesindaco e assessore allo sport del comune di Novara appena “salvato” dal voto segreto in consiglio comunale da una acuminata richiesta di revoca delle deleghe presentata dall’opposizione.

Insieme alla festa, insieme sotto il bombardamento

Sabato – ad esempio a Trecate nella “hall of fame” del centrodestra giubilante per la ritrovata (quasi) compattezza intorno al candidato Roberto Minera – De Grandis e Cameroni sono stati spesso vicini.

E anche oggi i due sono accomunati da un unico destino, quello di essere bersaglio di un pesante attacco di Alleanza Novarese, il gruppo di tre “dissidenti” di Fratelli d’Italia (Michele Ragno, Mauro Gigantino e Maurizio Nieli) che hanno dato vita ad un gruppo consiliare autonomo a Palazzo Cabrino.

La nota di AN: «Due facce della stessa medaglia»

Con una nota diffusa questa mattina presto, i tre di AN mettono insieme «l’ostinato rifiuto della votazione, a scrutinio segreto, sulla mozione di sfiducia all’assessore allo Sport e la recente sostituzione in Giunta Regionale dell’assessora dimissionaria di FDI» come motivazione della loro scelta di lasciare Fratelli d’Italia.

«Due facce della stessa medaglia – scrivono –  si rafforza il recinto, all’interno del quale, prospera indisturbato il club privato della politica novarese».

«Un assessore comunale inadeguato»

«Da una parte – attacca AN –  un assessore comunale che, per pubblica ammissione dello stesso Sindaco, si è rivelato inadeguato a ricoprire l’attuale ruolo, ancor più in quanto vicesindaco, a causa una serie di criticità, delle quali si è reso responsabile, ormai inconfutabili. Il timore manifestato dalla maggioranza, di fronte alla richiesta di scrutinio segreto, non solo indebolisce la stessa maggioranza, ma rivela al suo interno un malcontento evidente, che nessun artificio procedurale né disciplina di facciata può più nascondere».

«Dopo il listino, un altro premio»

«Dall’altra parte – aggiungono puntando a Cameroni –   non è bastato un posto sicuro nel listino blindato alle elezioni regionali del 2024: uno strumento per far entrare nelle assemblee elettive persone senza conquistare la fiducia dei cittadini attraverso il voto diretto, e, nella fattispecie, in assenza di un percorso politico-amministrativo credibile, fondato su merito, competenza o radicamento territoriale».

«Si è dovuto aggiungere un ulteriore premio: un assessorato regionale con deleghe strategiche, come quella all’Università, che richiede comprovate e specifiche competenze nel settore, oltre che presupporre un consolidato background accademico: una deriva che rischia di compromettere la credibilità delle Istituzioni e la qualità della rappresentanza democratica».

«Una politica piegata al familismo e all’amichettismo»

Per Ragno, Gigantino e Nieli, tutto questo rappresenta una «politica piegata al “familismo” amorale e all’ “amichettismo”, nella quale le nomine, molto ben retribuite, scorrono con disarmante facilità».

Un fallimento, per i tre dissidenti,  «degli stessi valori “sociali”, ai quali la destra italiana si è sempre ispirata, per fare spazio al “poltronificio” novarese, a beneficio di parenti, amici e compagni».

«Nel centrodestra ma non complici»

Una condanna senza appello, che mette in chiaro una distanza ormai incolmabile. Nonostante Alleanza Novarese (come si legge nella chiosa della nota) continui a considerarsi parte  della compagine di centrodestra, «ma – precisa – non sarà complice di scelte errate, sia sul piano politico-amministrativo che etico».

Una strada molto stretta. E molto difficile da percorrere…

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