NOVARA – Nell’operazione di “distribuzione” del manto erboso sintetico dismesso dallo Stadio Piola sarebbero stati violati almeno quattro articoli del decreto legislativo 152 del 2006, il cosiddetto “Testo unico delle leggi ambientali”. In particolare si tratta degli articoli 183, 185 bis, 188 e 256.
Alleanza Novarese non molla la presa sull’affaire emerso alcune settimane fa e che ha nuovamente messo sotto accusa il vicesindaco e assessore allo sport Ivan De Grandis.
Una interrogazione ha riaperto il tema
Della vicenda è tornato infatti ad occuparsi nuovamente questa mattina , lunedì 11 maggio, il consiglio comunale, grazie ad una richiesta di integrazione presentata proprio dal gruppo costituito dai tre “fuoriusciti” di Fratelli d’Italia, che hanno chiesto di avere maggiori dettagli su quanto è accaduto al prato sintetico dismesso.
De Grandis: «Distribuito alle società sportive»
La risposta dell’assessore ha ribadito alcuni concetti già espressi in precedenza: il materiale derivante dalla rimozione del manto sintetico dello stadio Silvio Piola, «non è stato oggetto di abbandono, bensì di un’attività di recupero riutilizzo finalizzata al sostegno delle associazioni sportiva del territorio, secondo i principi di economicità, utilità pubblica, riduzione degli sprechi e valorizzazione dello Sport di base».
In pratica, ha spiegato l’assessore, il manto – che non era più idoneo per una attività sportiva professionistica ma poteva essere ancora utilizzato per attività dilettantistica e amatoriale – è stato distribuito «alle società sportive della città di Novara» «attraverso una procedura improntata criteri di trasparenza»
E cioè «mediante comunicazioni generalizzate inviate alle società sportive del territorio», con la quale veniva resa nota la disponibilità del teli del manto sintetico riutilizzabile.
Ecco le società a cui è stato donato
Alle società interessate gli uffici fornivano autorizzazione all’utilizzo del materiale: «risultano – ha detto De Grandis – documentate, autorizzate e ritirati circa 106 rotoli di dimensione variabile» di manto sintetico da parte di società sportive locali, «tra cui Juventus Club Novara, San Rocco, Atletics Novara, Tennis Club Piazzano, Porta Mortara baseball, Veveri calcio e ASD Cameri calcio» (quest’ultima peraltro non novarese – ndr)
Complessivamente – ha ribadito De Grandis – si tratta «di una superficie stimabile di diversi migliaia di metri quadri di materiale sportivo, recuperato e rimesso a disposizione del territorio evitando inutili sprechi e contenendo i costi di smaltimento».
Per quanto riguarda invece i materiali da intaso stoccate nelle cosiddette Big Bags abbandonate nei pressi dell’Agogna, De Grandis ha confermato che dopo la messa in mora della ditta appaltatrice, la stessa ha provveduto alla rimozione e al corretto smaltimento.
AN: «Non potevano ritirarlo autonomamente»
La risposta non ha convinto per nulla gli interroganti. «Alle società sportive è stato detto – ha sottolineato Mauro Gigantino – che potevano provvedere autonomamente al ritiro di questo materiale.
Queste società sono iscritte all’albo dei gestori ambientali? Perché se possono ritirare rifiuti speciali autonomamente vuol dire che ottempereranno a tutte quelle che sono le regole previste dal testo unico delle leggi ambientali. Ma questo credo che non sia non sia assolutamente possibile».
«Tra l’altro – ha aggiunto – la legge specifica che il produttore dei rifiuti, cioè in questo caso il comune di Novara – è responsabile in solido per la corretta gestione dei rifiuti in tutti i loro passaggi».
«Io non credo – ha proseguito Gigantino – che le società sportive dilettantistiche abbiano la facoltà di ritirare questo materiale e gestirlo autonomamente, in quanto il trasporto dei rifiuti deve avvenire tramite soggetti iscritti all’albo gestione ambientali e con un formulario di identificazione dei rifiuti».
«In questo caso si configurerebbe una cessione diretta di un rifiuto speciale a soggetti privi di qualsiasi titolo autorizzativo senza tracciabilità senza formulario, senza conferimento a impianto autorizzato e con trasporto effettuato autonomamente da parte di chi ne usufruiva».
«Violate le leggi ambientali»
Tutti aspetti da chiarire, secondo il consigliere. E tutti aspetti che – come ha sottolineato il capogruppo di AN, Michele Ragno, « violano diversi articoli del codice delle leggi ambientali».
Lo stesso Ragno ha manifestato l’intenzione di chiedere «all’assessore alla legalità Rocco Zoccali (in quel momento assente – ndr) se a suo parere ci sono state queste violazioni.
E se la posizione espressa da De Grandis sia personale o condivisa da tutta la giunta».
Se ne riparlerà presto: il gruppo di Alleanza Novarese ha già depositato una ulteriore interrogazione sul tema.
