SOMMA LOMBARDO – Somma Lombardo città turistica? C’è chi non la pensa così. Non del tutto, almeno: «I numeri vanno letti fino in fondo», le parole di Alberto Barcaro (Futuro per Somma Lombardo) e candidato nella coalizione di centrodestra. Parlarne, dice, «senza distinguere tra turismo di permanenza e turismo di transito rischia di essere fuorviante». E attacca la maggioranza uscente sulla tassa di soggiorno, che ha registrato un aumento in vigore dal primo gennaio di quest’anno.
«Non un turismo che vive la città»
I numeri di Regione Lombardia certificano la Città dei Tre Leoni come il Comune con il maggior numero di presenze turistiche della provincia di Varese. Ed è proprio su quei dati che si focalizza Barcaro: «Una cosa è il turismo di destinazione, un’altra è il turismo di passaggio. Somma registra moltissimi pernottamenti, è vero. Ma è altrettanto vero che gran parte di questi derivano dalla vicinanza con Malpensa: equipaggi, lavoratori aeroportuali, viaggiatori in transito, persone che arrivano la sera e ripartono il mattino dopo». Di fatto, dice, «non un turismo che vive davvero la città, frequenta stabilmente il centro storico o genera economia diffusa per i commercianti sommesi». Cosa porta, oggi, un turista italiano o straniero a scegliere Somma come meta di soggiorno? «Abbiamo certamente eccellenze importanti». E cita: Castello Visconti di San Vito, Volandia, Diga del Panperduto, il patrimonio naturalistico del Parco del Ticino, i percorsi ciclabili e naturalistici lungo il Ticino, le frazioni e le cascine storiche del territorio, le iniziative culturali e associative che spesso rappresentano il vero motore della socialità cittadina, la posizione strategica tra Milano, il Lago Maggiore e la Svizzera. «Ma manca ancora un vero sistema turistico integrato capace di trattenere le persone sul territorio per più giorni». Anzi, insiste, «il simbolo della città, il Castello, durante gran parte della settimana resta chiuso o comunque poco fruibile. E allora la domanda è semplice: un turista viene davvero a dormire a Somma per visitare attrazioni che spesso richiedono poche ore?».
L’imposta di soggiorno
Barcaro parla, poi, di una «contraddizione politica evidente». L’imposta di soggiorno a Somma Lombardo venne introdotta nel 2013, «ma all’epoca l’opposizione abbandonò l’aula in segno di protesta prima della votazione finale della delibera», dice. «Oggi, invece, la stessa area politica sostiene l’aumento dell’imposta, motivandolo con il fatto che la città sia una realtà fortemente turistica e che quindi sia giusto incrementare il gettito». Da qui, la domanda: «Se oggi Somma viene definita città turistica – al punto da giustificare l’aumento dell’imposta – allora è legittimo ricordare che anni fa quella scelta veniva contestata duramente proprio da chi oggi la sostiene». Il tema «vero», però, «è come vengono utilizzate quelle risorse». Prosegue: «Bisogna investire seriamente: apertura e valorizzazione continuativa dei luoghi storici, eventi strutturati e non occasionali». Ma anche «i collegamenti tra centro, Castello, Volandia e Panperduto». E poi: «Promozione internazionale, sostegno concreto ai commercianti, creazione di un motivo reale per fermarsi più di una notte. E sia chiaro: quando ci sono eventi, la città risponde».
«Avere alberghi non vuol dire che la città sia viva»
Le associazioni sommesi «fanno tantissimo, spesso con passione e qualità, riuscendo a creare momenti belli e partecipati», prosegue Barcaro. «Ma una città non può dirsi viva solo nei weekend delle manifestazioni o durante qualche serata estiva. Una città davvero viva lo è ogni giorno: nelle sue piazze, nei negozi aperti, nelle persone che la frequentano, nella capacità di attrarre e trattenere vita anche senza un palco montato o una festa in calendario. Perché il rischio è continuare a confondere il movimento con la vitalità». Oggi Somma «ha il potenziale per diventare una vera città turistica, ma non può ancora definirsi tale solo perché registra molti pernottamenti. Perché avere alberghi pieni non significa automaticamente avere una città viva. Altrimenti basterebbe essere vicini a un aeroporto per diventare una capitale del turismo».
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