NOVARA – E’ qualcosa di molto simile alla famosa metafora della farfalla che batte le ali a Pechino e porta un uragano a New York. Un paio di righe in coda all’articolo 2 del nuovo decreto Pubblica Amministrazione, approvato ieri dal Consiglio dei Ministri, porta conseguenze tutt’altro che irrilevanti a Novara. E non solo.
Una proroga di oltre tre anni
Al comma 11 del lunghissimo articolo del decreto portato dai ministri Piantedosi e Zangrillo si legge infatti che “la durata del mandato dei consigli provinciali in carica di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, è prorogata fino alla scadenza del mandato dei rispettivi presidenti di provincia”.
Il che per il consiglio provinciale di Novara, eletto nel novembre 2024 e quindi ormai prossimo alla scadenza, significa una moltiplicazione quasi per tre della sua durata: il mandato del presidente Caccia dura infatti fino al settembre 2029, e l’attuale assemblea di Palazzo Natta rimarrà intatta (salvo la perdita dello status di sindaco o consigliere comunale per singoli consiglieri provinciali).
Il centrosinistra non monetizza Trecate
Un prolungamento così abnorme della durata del consiglio ha almeno due rilevantissime conseguenze politiche. La prima tocca il centrosinistra che non potrà monetizzare la vittoria elettorale di Trecate, secondo comune della provincia per popolazione con un “peso” del voto ponderato importante nell’elezione del consiglio provinciale.
Il centrodestra deve “sopportare” Gigantino e Laterza
Ma anche a destra il “congelamento” della situazione comporta qualche conseguenza. La più rilevante è quella relativa alla posizione di Mauro Gigantino e Luigi Laterza, fuoriusciti da Fratelli d’Italia – sia pure con approdi diversi – e fuori dell’esecutivo (il primo per decisione della maggioranza, il secondo per sua scelta).
Una situazione spinosa che avrebbe potuto trovare una soluzione nel passaggio elettorale, tramite il quale l’establishment del centrodestra aveva già immaginato di liberarsi dei due scomodi ex compagni di strada. Che invece rimarranno al loro posto.
La variabile Novara – Borgomanero
Sullo sfondo c’è poi un altro passaggio cruciale: nella prossima primavera 2027 si voterà per il sindaco e il consiglio comunale di Novara. Il capoluogo, per il meccanismo della legge elettorale provinciale è sostanzialmente determinante per gli equilibri a Palazzo Natta. Si vota anche a Borgomanero, che è comune di seconda fascia e quindi importante.
Ma gli effetti dell’eventuali cambiamento di colore dei due municipi si vedrà direttamente a Palazzo Natta solo dopo due anni. Effetto immediato avrebbe invece la mancata rielezione di qualcuno degli attuali consiglieri, la cui decadenza costringerebbe a surroghe attuate “scorrendo” la lista dei non eletti.
Comunque sia, il “battito d’ali” romano rischia di far tremare i vetri sotto la Cupola
