TRECATE – Soli nella nebbia. Anche in mezzo alla folla. L’immagine del senatore meloniano Gaetano Nastri e del segretario provinciale della Lega Massimo Giordano “rubata” ieri mattina senza alcuna premeditata malizia durante il corteo della festa di San Gaudenzio pare essere una potentissima metafora del momento attuale del centrodestra novarese, che si prepara all’anno più cruciale per le sue sorti vivendo un momento di tensione senza precedenti.
Il “detonatore” di Trecate
A fare da detonatore, ancora una volta la situazione di Trecate, seconda città della provincia, che andrà al voto nella prossima primavera. Qui, dopo la rovinosa caduta di Federico Binatti, mandato a casa dalla sua stessa maggioranza, il centrodestra si è incartato in una spirale vertiginosa di spinte e controspinte, veti e controveti, con il poco esaltante risultato di non avere al momento ancora un candidato da contrapporre a Raffaele Sacco, ormai da tre mesi serenissimo candidato di un centrosinistra formato extralarge.
Forza Italia saluta gli alleati e se ne va con Minera
Ieri a scuotere ulteriormente l’ex maggioranza, è arrivata l’ufficializzazione di una rottura che era nell’aria: Forza Italia ha “strappato” dagli storici alleati e ha deciso di sostenere la candidatura civica di Roberto Minera, il primo a destra ad uscire allo scoperto con un progetto civico basato sul concetto semplice e efficace di “discontinuità”. Da BInatti, ovviamente, ma anche da Rosa Criscuolo, ex assessore e “donna dello schermo” del sindaco decaduto.
Il segretario provinciale Diego Sozzani ha comunicato ieri, mentre dal campanile dell’Alfieri suonava il vespro di San Gaudenzio, la propria decisione: si va con Minera, come sostenuto già da un po’ da Giovanni Varone, “capo” di FI a Trecate.
Una “mossa del cavallo” che, al di là di alcune fantasiose ricostruzioni del gossip politico-giornalistico, non ha altri padrini (né madrine) se non lo stesso Sozzani che, va ricordato, aveva cominciato a cannoneggiare Binatti quando ancora regnava con scettro di ferro e a colpi di rimpasti e manovre più o meno spericolate.
Nessuna reazione ufficiale di FdI e Lega
La decisione di Forza Italia non suscita al momento reazioni ufficiali negli altri partiti di centrodestra, che rimandano alla posizione assunta a novembre all’apertura del “tavolo” ufficiale per la scelta del candidato sindaco: bisogna superare “personalismi e approcci divisivi, per arrivare a una proposta amministrativa autorevole e credibile”.
La Lega lascia fare e aspetta
Non vi è però tra coloro che seguono la vita politica sul territorio chi non veda in campo almeno due elementi di grande rilevanza.
Il primo: la Lega, che a Trecate ha una situazione confusa, e che vede alcuni dei nomi più rodati nelle sue fila abbandonare il campo, sembra orientata a un prudentissimo “laissez faire, laissez passer”.
Giordano è troppo acuto e abile per non capire che mettersi in mezzo in una contesa del genere rischia solo di essere autolesionismo puro. Vada come vada, basta non farsi trovare con le mani nella marmellata. E se poi nel “gran casino” (definizione di più di un protagonista) si indeboliscono un po’ gli “amici” di Fratelli d’Italia, meglio ancora.
Binatti-Criscuolo non si fanno da parte
Il secondo: chi non ha alcuna intenzione di togliere il disturbo è Federico Binatti che non casualmente, sempre ieri sera, ha diffuso un ennesimo lunghissimo comunicato, in cui definisce la convergenza di Forza Italia su Minera come una «squallida operazione», e soprattutto lancia accuse molto gravi ai danni dello stesso Minera e di due suoi sostenitori come Mauro Bricco e Giorgio Capoccia, tutti ex assessori delle sue giunte.
Si parla della annosa questione della cava Italvest, su cui Binatti sostiene l’esistenza di un accordo sottobanco degli stessi con la proprietà della cava. Roba da codice penale. E infatti sono già annunciate querele.
La palla nelle mani di Gaetano Nastri
Chiaro che per tutta questa serie di concause, il punto focale dell’intero scenario torna a essere il senatore Nastri. Che sulla questione del futuro del duo Binatti-Criscuolo non ha ancora sciolto i dubbi: dopo sei mesi ininterrotti di campagna elettorale con il simbolo di FdI (mai ritirato dai vertici provinciali) devono ritirarsi a vita privata per favorire la ricomposizione dell’alleanza? Saranno costretti a fare corsa solitaria senza la fiamma? O rimarranno della partita, come candidati della lista “ufficiale” del partito?
Le inevitabili conseguenze su Novara
Un bel dilemma per il Questore di Palazzo Madama, e ovviamente anche per il segretario del Carroccio. A entrambi non fuggono certamente le conseguenze dei guai trecatesi su Novara, dove pure il centrodestra è alla ricerca di un candidato alla successione di Alessandro Canelli.
Lo “spariglio” forzista e l’idea Armienti
Chi se la ride sotto i baffi è Diego Sozzani: finalmente liberato dai guai giudiziari, è in una indubbia posizione di forza. Sia se alla fine dovesse convincere tutti a ricompattarsi intorno a Minera, sia se fosse costretto a rimanere “separato” ma magari arrivasse al ballottaggio. Sarebbe in ogni caso il successo del “modello dello spariglio” forzista.
Buono anche da riprovare a Novara, magari mettendo sul tavolo come possibile candidato sindaco il nome di Teresa Armienti, apprezzata assessora con Canelli e figura molto spendibile.
