NOVARA – È stato probabilmente un delitto maturato nell’ambiente dello spaccio quello di Kamal Kharbouch, avvenuto a Novara nella notte tra mercoledì 26 e giovedì 27 agosto. E’ una delle ipotesi sulla quale stanno lavorando gli investigatori della squadra mobile della Polizia di Stato della Questura di Novara.
Trovato agonizzante
Il giovane, 20 anni e di nazionalità marocchina è stato trovato agonizzante nel parcheggio accanto al sottopasso pedonale di via Gnifetti, che collega i quartieri di San Martino e Santa Rita, e dopo il trasporto all’ospedale Maggiore, è morto.
La tesi sulla quale gli investigatori stanno cercando riscontri è che il delitto sia una punizione, la vendetta per uno “sgarro” di Kamal nei confronti di qualcuno più in alto di lui nella catena criminale del mercato della droga.
Eseguita autopsia
Ieri, lunedì 1 settembre, intanto è stata eseguita l’autopsia dal medico legale di Pavia Luca Taiana, incaricato dalla Procura della Repubblica. L’esame medico legale ha accertato che la causa della morte è stata una copiosa emorragia interna causata da un colpo di pistola sparato al petto, e probabilmente a distanza ravvicinata e in posizione frontale. Il proiettile è stato trovato all’interno del corpo. Non c’era infatti il foro d’uscita. Il proiettile è stato affidato alla Scientifica per i rilievi tecnici, in particolare per verificare se si possa identificare l’arma che ha sparato.
Gli investigatori continuano anche nella raccolta delle testimonianze e stanno cercando di rintracciare il gruppetto di giovani visto intorno al corpo della vittima poco prima dell’arrivo dei soccorsi. Da verificare anche se l’aggressione sia avvenuta nel luogo dove Kamal è stato poi soccorso da polizia e 118 oppure se il giovane sia stato spostato dopo il ferimento.
Ettore Colli Vignarelli
