La card del maresciallo di Galliate agita Futuro Nazionale

Novara Vannacci carabiniere Galliate
Roberto Vannacci durante la sua - per ora - unica apparizione a Novara, lo scorso maggio

GALLIATE – La vicenda del maresciallo capo in quiescenza Benito Gentile che per pubblicizzare la sua nomina a referente del generale Vannacci a Galliate ha pensato (o più probabilmente qualcuno ha pensato per lui…) di realizzare una card social in cui appariva in divisa da Carabiniere con tanto di sciabola  sembra destinata ad avere un seguito. O forse anche due: uno sul piano legale e uno su piano politico.

Il post del Maresciallo

Sulla vicenda anzitutto è intervenuto il diretto interessato, il maresciallo Gentile. In un post su Facebook scrive che “quella foto era stata pubblicata da me, con ingenuo orgoglio per il mio trascorso nell’Arma, ma è stata subito sostituita con una mia immagine in abiti civili”. E fin qui, si tratta di cronaca di quello che è accaduto.

“Resto comunque orgoglioso – aggiunge Gentile – di essere appartenuto all’Arma dei Carabinieri e lo sarò sempre”.

Poi, l’ammissione: “Chiedo scusa all’Arma dei Carabinieri per la mia leggerezza, che ha dato adito a false e colorite insinuazioni sulla presunta volontà di coinvolgerla. Chiedo scusa anche ai cittadini che si sono sentiti infastiditi e a coloro che hanno trasformato questa vicenda in un caso politico al quale, a mio avviso, si sta dando fin troppa visibilità”.

“Ribadisco – è la conclusione – che sono semplicemente il referente del partito che promuove le idee e il pensiero del Generale Vannacci a Galliate, paese in cui risiedo da 34 anni. Ho sempre rispettato tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo e continuerò a farlo”.

Gli esposti all’Arma dei Carabinieri

Ma c’è dell’altro. Secondo quanto Malpensa24 ha appreso, infatti, più di un cittadino, dopo aver letto nelle pagine del nostro giornale la vicenda, ha deciso di scrivere direttamente all’Arma dei Carabinieri per segnalare quanto era accaduto. Sarebbe così partito più di un esposto, rivolto sia al Comando provinciale di Novara che al Comando generale.

In sostanza, inviando la documentazione dei post pubblicati, i cittadini che hanno deciso di sollecitare l’intervento dei livelli gerarchici dei Carabinieri, richiamano il fatto che l’art. 498 del Codice Penale, punisce chi non essendone autorizzato (quindi anche i pensionati) porta in pubblico di abiti o segni distintivi di un ufficio pubblico o di un corpo militare.

Le eventuali sanzioni

La card di Futuro Nazionale confliggerebbe poi  con i principi di assoluta neutralità delle Forze Armate sanciti dal Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010), che vietano tassativamente l’uso dell’uniforme o dei simboli istituzionali per lo svolgimento di attività politica, di propaganda o per il perseguimento di interessi di partiti e movimenti privati.

Ovviamente si tratta solo di una segnalazione, affidata ai superiori dell’Arma perché valutino i fatti accaduti. L’eventuale accertamento della violazione di legge comporterebbe una sanzione pecuniaria, perché il reato in questione è stato depealizzato in illecito amministrativo. Ma resterebbe comunque la gravità del comportamento.

La polemica politica

Ma al di là delle questioni legali, c’è una questione politica grande come una casa, che è stata evidenziata nella nota del centrosinistra galliatese che ha fatto emergere l’episodio.

Questo però non è l’unico aspetto politico che sta emergendo.

Stando a quanto accertato da Malpensa24, anche all’interno di Futuro Nazionale novarese non tutti hanno apprezzato la scelta fatta. Alcune figure autorevoli del movimento vannacciano, parlando con il nostro giornale, hanno definito “pazzesca” la card contestata, non mancando di criticare duramente i presunti responsabili.

Tutto per ora rimane nell’ufficioso, ma è evidente che anche nel neonato partito del generale sussistano stili e sensibilità differenti.

Che, pare di capire, non tarderanno ad emergere.

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