VARESE – Nel nuovo Pgt di Varese l’amministrazione intende introdurre un insieme di misure innovative che mettano al centro le persone, promuovendo una città più accessibile, inclusiva e capace di rispondere ai bisogni sociali ed abitativi delle comunità. Le nuove disposizioni rafforzerebbero il principio secondo cui la qualità urbana deve essere accompagnata dall’eliminazione delle barriere, dalla possibilità di curarsi nella propria casa, dalla tutela delle persone più fragili e dalla valorizzazione del patrimonio edilizio esistente. Le possibili novità sono state illustrate in commissione congiunta Servizi sociali e Urbanistica dagli assessori Andrea Civati e Roberto Molinari.
Città più accessibile
«Con le misure che stiamo studiando di inserire nel nuovo Piano di Governo del Territorio vogliamo rafforzare una visione della città fondata sull’accessibilità universale, sulla rigenerazione urbana, sulla solidarietà e sul diritto all’abitare – ha detto l’assessore Molinari – le novità che potrebbero essere inserite rappresentano un passo concreto verso una città più inclusiva, capace di rispondere alle esigenze delle persone più fragili, sostenere il terzo settore, incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente e offrire nuove opportunità di accesso alla casa per studenti, anziani, lavoratori e famiglie». Il nuovo Pgt intende dunque rafforzare gli strumenti dedicati all’edilizia sociale. Prima di tutto la strada è quella di una semplificazione per gli interventi che prevedono finalità sociali soprattutto se si tratta di rigenerazioni di immobili. Inoltre si prevede di introdurre premialità urbanistiche dedicate ai programmi di edilizia ad elevata inclusività sociale, destinati alla locazione o alla vendita convenzionata. Un’altra iniziativa importante sarà quella di destinare abitazioni alle forze dell’ordine e giovani coppie.
Anziani e persone con disabilità
Tra le altre novità di cui si è discusso c’è l’attenzione che il nuovo piano avrà sul tema dell’accessibilità senza ostacoli. Nel nuovo Pgt si intende inserire anche la possibilità di realizzare ascensori, rampe e opere finalizzate all’abbattimento delle barriere in tutti gli ambiti della città. Gli interventi dovranno naturalmente essere progettati nel rispetto del contesto urbano, paesaggistico e storico, adottando soluzioni che riducano al minimo l’impatto sugli edifici e sui tessuti più sensibili. Una particolare attenzione poi sarà data alla realizzazione di percorsi sensoriali negli edifici e negli spazi aperti al pubblico, affinché la città diventi sempre più fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali. Il nuovo Pgt riconoscerà il diritto delle persone a rimanere nella propria abitazione anche quando sopraggiungono condizioni di disabilità o di non autosufficienza. Per questo motivo nei tessuti residenziali sarà possibile realizzare interventi di adeguamento delle abitazioni destinati a migliorare la vivibilità delle case per persone con disabilità o con più di 70 anni, prevedendo l’ampliamento dell’abitazione in deroga alle norme urbanistiche e senza oneri. La misura rappresenta un importante strumento di sostegno all’invecchiamento attivo e alla permanenza delle persone nel proprio contesto familiare e sociale, con esclusione degli edifici e dei tessuti storici maggiormente tutelati.
Terzo settore e cooperative
Quindi l’attenzione a favorire la presenza delle associazioni del terzo settore in città. Le attività associative potranno infatti insediarsi liberamente in tutti i tessuti urbani senza determinare un cambio di destinazione d’uso, purché mantengano finalità esclusivamente sociali. Un intervento che riconosce, anche a livello urbanistico e nella pianificazione della città, il ruolo fondamentale del volontariato e dell’associazionismo come presidio di coesione sociale e partecipazione civica. Allo stesso modo si intende dare grande attenzione anche al patrimonio immobiliare delle cooperative storiche e dei circoli, riconosciuto come una vera infrastruttura sociale della città. Nel piano si stanno studiando meccanismi e contributi per favorire il recupero e la conservazione di questi immobili, destinandoli anche a nuove forme di residenzialità per studenti, anziani, docenti, operatori sanitari e appartenenti alle forze dell’ordine.
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