NOVARA – Il Venerdì Santo tra le province di Novara e il Vco si conferma un mosaico di spiritualità, storia e partecipazione popolare. Se il 2026 segna l’anno di “pausa” per la celebre Passione di Romagnano Sesia — la monumentale rappresentazione itinerante che trasforma il borgo in una Gerusalemme a cielo aperto solo negli anni dispari — il territorio non rinuncia ai suoi riti più suggestivi, tra record di longevità e nuove forme di devozione.
Oleggio: il primato della storia
Il baricentro della tradizione secolare si sposta a Oleggio, che vanta la processione più antica della provincia. Le radici del rito affondano nel XVI secolo, certificate ufficialmente dalla visita del vescovo Carlo Bascapè nel 1595.
L’appuntamento è per questa sera alle 20:30 presso la chiesa parrocchiale: il corteo si snoderà tra le vie del centro storico seguendo un protocollo rigido e dal fascino immutato. Protagonisti saranno 300 figuranti, interpreti di ruoli che spesso si tramandano di padre in figlio. Dietro le quinte, la sapiente regia della Confraternita della SS. Annunciata, che dal Settecento coordina una macchina organizzativa oggi composta da trenta instancabili membri.
La suggestione del Calvario a Domodossola
Spostandosi nell’Ossola, il cuore pulsante della fede è Domodossola. Qui la Via Crucis serale salirà verso il Sacro Monte Calvario, sito Unesco di rara bellezza. Ad accompagnare il cammino delle stazioni sarà la Cappella Musicale con l’esecuzione delle “Sette Parole di Cristo sulla Croce”: una tradizione rosminiana dell’Ottocento che ancora oggi attira fedeli e amanti della musica sacra per la sua intensa solennità.
Novara: tra lavoro e meditazione
Nel capoluogo, la proposta spirituale si adatta ai ritmi della vita moderna.
La Via Crucis dei lavoratori: Comunione e Liberazione rinnova l’appuntamento itinerante tra la Basilica di San Gaudenzio e il Duomo. La partenza è fissata alle 12.40, una scelta studiata per permettere a studenti e impiegati di partecipare durante la pausa pranzo.
Preghiera ecumenica: Questa sera alle 2, presso la chiesa del convento di San Nazzaro alla Costa, spazio alla Venerazione della Croce nello stile della comunità di Taizé, un momento di raccoglimento meditativo molto amato dai giovani.
Nonostante l’assenza della “grande macchina” di Romagnano, il Venerdì Santo 2026 si conferma un momento identitario fortissimo per tutto il quadrante, capace di unire il rigore del passato alla partecipazione emotiva del presente.
