PARIGI – L’Olimpiade del ciclismo su strada ha un solo re: Remco Evenepoel. Dopo aver vinto sette giorni fa la medaglia d’oro nella crono, il ventiquattrenne campione belga ha concesso un bis straordinario, primo uomo a riuscirci nella storia dei Giochi (l’impresa in campo femminile era stata firmata dall’olandese Leontien Van Morsel a Sydney 2000). A 38 km dalla conclusione, il primo attacco, un contropiede dopo il tentativo sullo strappo di Montmartre di Van der Poel e Van Aert: Remco si è portato rapidamente sui battistrada e ha siubito preso in mano le operazioni.
Li ha seminati tutti strada facendo, l’ultimo a cedere è stato Valentin Madouas a 14,5 chilometri dalla conclusione: un volo solitario, affrontando per la terza e ultima volta sulla Butte de Montmartre letteralmente invasa da un pubblico entusiasta.
Poi il vantaggio che aumenta chilometro dopo chilometro, superato anche il colpo di scena di una foratura a 3,8 km dalla conclusione, con il cambio di bici proprio davanti alla piramide del Louvre: benedetto vantaggio, che gli ha permesso di avere l’ammiraglia alle spalle… Oro a Remco Evenepoel, argento a Valentin Madouas staccato di poco più di un minuto e bronzo a Christophe Laporte che ha regolato un gruppetto di inseguitori, mandando in estasi i tifosi di casa con una doppia medaglia.
Olimpiade anonima per l’Italia che, dopo aver sganciato un generoso Elia Viviani in avanscoperta per diversi chilometri, si è spenta quando la corsa si è accesa, con Alberto Bettiol che non è riuscito ad andare oltre il 23° posto.
LA CORSA – Ad animare la corsa fin dall’inizio sono stati Achraf Ed Doghmy (Marocco), Christopher Rougier-Lagane (Mauritius), Thanakhan Chaiyasombat (Thailandia), Charles Kagimu (Uganda) e Eric Manizabayo (Ruanda), che sono arrivati a guadagnare fino a 13 minuti sul gruppo. Dopo 85 km di corsa escono dal gruppo anche Elia Viviani (Italia), Ryan Mullen (Irlanda), Gleb Syritsa (Indipendente) e Georgios Bouglas (Grecia), che si riportano in testa – tranne Syritsa, staccatosi prima – dopo un inseguimento di circa 65 km.
A 90 km dall’arrivo si sganciano anche Ben Healy (Irlanda) e Alexey Lutsenko (Kazakistan), che riprendono e staccano tutti i fuggitivi, mentre in seconda battuta evadono anche Nils Politt (Germania), Michael Woods (Canada), Fred Wright (Gran Bretagna), Valentin Madouas (Francia), Marco Haller (Austria) e Jambaljamts Sainbayar (Mongolia). Il generoso irlandese si è liberato del kazako sul primo strappo di Montmartre, proprio quando dietro Mathieu Van der Poel ha provato il primo affondo, trovando la pronta risposta di Wout Van Aert.
Una volta calmatesi le acque, a 36 km dall’arrivo è scattato all’improvviso Remco Evenepoel, che ha colto alla sprovvista un po’ tutti. Il belga si è prima riportato sul gruppo di contrattaccanti con Politt-Madouas e poi su Healy, togliendoseli tutti di ruota uno dopo l’altro. L’ultimo a mollare è stato uno stoico Madouas, che ha ceduto a 14,5 km dall’arrivo, quanto basta per resistere al ritorno degli avversari e assicurarsi la medaglia d’argento. Chiuso dalla morsa del Belgio, Van der Poel alla fine non è riuscito a giocarsi nemmeno la medaglia di bronzo, rimandando ancora una volta l’appuntamento con una medaglia olimpica.
Articolo a cura di Tuttobiciweb.it
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