OMEGNA – “Federico era pienamente formato e qualificato per l’attività subacquea svolta, possedendo capacità tecniche, preparazione ed esperienza adeguate anche per immersioni di elevata complessità”. Lo sottolineano con una nota gli avvocati Antonello Riccio e Gianluigi Dell’Acqua che assistono la famiglia di Federico Gualtieri, il 31enne di Omegna morto nel tragico incidente alle Maldive.
“Aveva abilitazioni e brevetti”
I legali precisano che il giovane “aveva conseguito dal 2011 abilitazioni e 23 brevetti specifici PADI (sono certificazioni dell’attività subacquea – ndr), maturando una significativa esperienza pratica in immersioni effettuate in diversi contesti e condizioni operative, anche alle Isole Maldive”.
“Un ragazzo scrupoloso e prudente”
Secondo i due avvocati, Federico “è sempre stato un ragazzo estremamente scrupoloso e prudente”. Perciò escludono “l’ipotesi di un comportamento imperito, negligente o imprudente da parte di Federico”. “Riteniamo comunque – aggiungono – sia prematuro in questa fase pensare di operare una ricostruzione delle cause dell’accaduto”.
“Non si sa ancora chi ha organizzato l’immersione”
“Certo – ribadiscono i legali – è che ad oggi non si sa chi abbia organizzato l’immersione, a quali scopi, e con quali attrezzature quindi non si è in grado di andare oltre semplici congetture. Sappiamo che sono in corso indagini approfondite da parte delle Autorità locali, che hanno acquisito documentazione e interrogato le persone presenti”.
Aperto un fascicolo a Roma
“Ci risulta inoltre – aggiungono – che sia stato aperto un fascicolo presso la Procura della Repubblica di Roma e provvederemo a depositare una nomina per conto dei genitori di Federico per poter partecipare alle opportune verifiche tecniche e investigative”.
“Anche alla luce di alcune voci critiche e delle prese di distanza circolate – concludono gli avvocati – invitiamo dunque a non formulare valutazioni affrettate o ricostruzioni che ad oggi non possono essere supportate da dati oggettivi, soprattutto nel rispetto delle persone coinvolte e del lavoro degli investigatori”.
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