VARESE – È il giorno dell’ultimo saluto a Fabio Limido. La Basilica di San Vittore ospita oggi pomeriggio, giovedì 16 maggio, le esequie del 71enne ucciso lo scorso 6 maggio in via Menotti a Casbeno da Marco Manfrinati, ex marito della figlia Lavinia. Limido è stato colpito al collo e al torace dall’ex avvocato 40enne dopo essere intervenuto per difendere la figlia, a sua volta aggredita da Manfrinati. Il feretro è arrivato in basilica alle 14.30 mentre la chiesa iniziava già a riempirsi di gente.
L’addio in Basilica
Alle 15 l’inizio del rito funebre che si svolge in forma privata nella basilica varesina, come voluto dalla famiglia Limido che dopo il grande clamore mediatico di una notizia che ha avuto un’eco nazionale ha richiesto che all’interno dell’edificio sacro non si scattino foto, girino video o si effettuino interviste per assicurare discrezione e riservatezza durante lo svolgimento del rito religioso.
Violenza inaudita
A recitare l’omelia monsignor Peppino Maffi, ex prevosto di Varese e amico della famiglia, che ha celebrato il rito insieme al prevosto monsignor Luigi Panighetti. «Desideriamo pregare per Lavinia ed essere accanto a tutta la famiglia di Fabio, con discrezione, vorremmo che la nostra fraternità, le nostre preghiere lenissero un po’ il dolore grande che c’è nel loro cuore – ha detto monsignor Maffi – restiamo smarriti di fronte a cosi grande violenza: inaudita! La familiarità, il confronto, il dialogo costante con Marta mi ha permesso di conoscere bene il loro disagio, in questi anni, la percezione chiara che si potesse concretizzare qualcosa di molto grave, si sperava insieme che non si arrivasse mai a questo momento; ci siamo purtroppo arrivati».
Una giustizia che sa punire il male
«Fabio é morto – ha aggiunto il monsignore – perché ha sempre amato tanto la sua famiglia, per proteggere Lavinia ha perso la sua esistenza. Come secondo nome Fabio porta il nome di Vittore, il santo patrono della nostra città. Anche lui, per amore del Signore, ha perso la sua vita. E Fabio, a Marta, a Lavinia, a Cecilia, a Lucrezia, ad Aiace, a tutte le persone che gli hanno voluto bene suggerisce: Continuate a vivere, a testa alta, donando profondità alla comunione tra di voi, seminando comunque il bene. Promuovete, con chiarezza e determinazione, la vittoria su ogni ingiustizia. Vorremmo una giustizia che previene, che accompagna, che custodisce, che sa anche punire il male».
Il saluto di Marta e Lavinia

Al termine della cerimonia il saluto da parte della moglie Marta Criscuolo, che ha letto le parole di Lavinia. «Caro papà, sei sempre stato un uomo dall’equilibrio impeccabile, mettendo sempre noi 4 al centro della tua vita, anche prima di te stesso. E lo hai fatto anche questa volta». Poi ha spiegato di aver chiesto a monsignor Panighetti di poter ospitare la cerimonia in basilica, dove tutto era iniziato col matrimonio di sua figlia. «Voglio promettere a mio marito che curerò tutte le ferite di mia figlia, che curerò le rose del suo giardino, che la sua società continuerà a prosperare con l’impegno di tutte noi e che insegnerò ai nostri nipotini a curare l’orto per imparare il valore dell’attesa». Quindi al termine delle esequie si è fermata fuori da chiesa per rispondere alle domande dei cronisti (nel video qui sotto). A ricordare Limido anche le parole della collega Elisa. «Oggi è un ringraziamento speciale per tutti gli anni passati insieme, per avermi insegnato che i risultati si ottengono con la fatica e la costanza. Porteremo avanti la sua passione».
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