LONATE POZZOLO – «La giustizia non è uguale per tutti». E’ questa l’amara conclusione di Marta Criscuolo, la mamma di Lavinia e moglie di Fabio Limido, le vittime del massacro di via Menotti a Varese.
Il servizio VIDEO integrale
Marta Criscuolo, con l’avvocato Fabio Ambrosetti (in collegamento) e Marzia Giovannini (in studio), presidente del Centro di ascolto Eos Varese, sono stati ospiti di Malpensa24 TV. Dopo il video realizzato da Lorenzo Crespi, in studio Simona Carnaghi ha condotto la trasmissione ripercorrendo, ma soprattutto raccogliendo il dolore e la denuncia di Marta Criscuolo, moglie e mamma che sta affrontando una difficilissima battaglia e ha detto: «Quando Lavinia due anni fa è scappata salvando se stessa e suo figlio, noi l’abbiamo nascosta. Girava con una parrucca. Abbiamo pagato qualcuno che sorvegliasse l’uscita dell’autostrada di Varese per sapere se Manfrinati fosse venuto, ed è venuto a Varese, perché le nostre vite erano tutte in pericolo. Abbiamo fatto tutto per salvare la vita del bambino. E abbiamo potuto farlo. Ma una donna che guadagna 1.200 euro al mese come fa a difendersi? E allora è qui che io dico che la giustizia non è uguale per tutti».
Eos e l’importanza della formazione
In studio, Giovannini ha accolto e condiviso le considerazioni di Marta Criscuolo, ma ha sottolineato come, nonostante la gravità di questa vicenda, le donne devono continuare a denunciare. E’ vero che in talune occasioni si crea un vuoto, ma è su questo vuoto che noi dobbiamo lavorare investendo sulla formazione dei magistrati, degli operatori affinché siano in grado di distinguere il conflitto da una violenza e intervenire quando necessario». E prima che accada l’ennesima tragedia.
