LUINO – Ha ammesso di aver ucciso il padre Ammanuel Francesco Rezzonico, 25 anni, sottoposto a fermo per indiziato di reato nella notte dopo l’omicidio consumato intorno alle 19.30 di ieri, domenica 6 luglio, in via Vittorio Veneto a Luino. La vittima, uccisa a coltellate, è Boris Rezzonico, 57 anni, manager di un grosso gruppo assicurativo svizzero, residente a Lugano, padre adottivo del 25enne.
Bloccato dal fratello
Nell’abitazione dove è avvenuto l’assassinio vive, da meno di un paio d’anni, la madre del giovane ed ex moglie della vittima, avvocatessa di Lugano. Padre e figli (presente anche il fratello minore del 25enne, anche lui adottato) erano andati a far visita alla donna. Il giovane, assistito nell’immediatezza dall’avvocato Andrea Pusceddu, è stato sentito nella notte dai carabinieri e dal pubblico ministero Carlo Parodi, che coordina le indagini, smettendo di parlare quando si è trattato di indicare un movente per l’accaduto. Negare di aver accoltellato il padre sarebbe stato del resto impossibile, l’aggressione è avvenuta all’ora di cena sotto gli occhi della madre e del fratello. Quest’ultimo, anzi, è intervenuto per cercare di salvare il padre (anche la madre è stata minacciata con lo stesso coltello da cucina usato per uccidere il 57enne) inseguendo e bloccando poi il fratello quando quest’ultimo si è allontanato dall’abitazione.
Anarchico problematico
Il ragazzo è un giovane militante anarchico, rifiuta l’autorità costituita, rifiuta (o almeno tenta di farlo) persino gli avvocati difensori. E’ un giovane definito problematico: da minorenne si era allontanato quattro volte dalla casa dei genitori adottivi, nel 2019 c’è un arresto a Torino per aver partecipato a una sorta di guerriglia urbana mentre a Varese è finito a processo per non aver ottemperato ad un foglio di via. Un ragazzo fragile che ha vissuto in un contesto famigliare solido.
La delusione sentimentale
Se, infatti, l’accoltellamento è, gioco forza, da collocare in un contesto famigliare, il movente non sembrerebbe, almeno stando a quanto emerso dalle testimonianze raccolte (madre e fratello sono già stati ascoltati dagli inquirenti), annidarsi in un rapporto complesso o particolarmente incrinato con i genitori. Secondo quanto appreso il 25enne avrebbe ceduto a una rabbia incontenibile derivata da un delusione sentimentale, questioni intime che riguardano direttamente il 25enne e non i genitori.
Il test per la droga
Dal carattere complesso e multi sfaccettato il 25enne avrebbe preso fuoco davanti a un normale dissidio famigliare sfogando tutta la frustrazione sul genitore a fronte di un motivo definito al momento futile. Il giovane, che da oggi è assistito dall’avvocato Eugenio Losco, comparirà nei prossimi giorni davanti al Gip Marcello Buffa per la convalida del fermo. Il 25enne è stato sottoposto a test tossicologici per verificare che, al momento dell’omicidio, non fosse in stato di alterazione dovuto all’uso di stupefacenti.
omicidio luino accoltellato – MALPENSA24
