VARESE – I General Manager della Pallacanestro Varese Zach Sogolow e Maksim Horowitz fanno il punto della situazione in occasione della pausa di campionato. Una chiacchierata informale con i giornalisti che ha toccato tanti punti: passato, presente e futuro. Con due rassicurazioni importanti. Il primo: “Varese non è Trieste” con evidente riferimento al possibile esodo della proprietà della proprietà americana e del disimpegno del presidente Paul Matiasic nel capoluogo giuliano. La seconda: “la Openjobmetis punta all’Europa”. Il realismo dice che raggiungere i playoff è difficile (ma non impossibile, visto che la post season è a soli due punti), però un posizionamento tra le prime dieci è l’obiettivo di Luis Scola.
Futuro insieme a Kastritis
Al di là dei risultati la fiducia della Openjobmetis in coach Kastritis è assoluta. E il futuro sarà sempre più legato all’allenatore greco. “Giannis ha risolto il nostro problema difensivo e ci ha dato una grande identità. Siamo contentissimi di lui. L’obiettivo è allestire una squadra sempre più bilanciata da affidare al tecnico ex Aris. E’ vero, i risultati sono altalenanti, ma ha saputo portarci una conoscenza europea e un modo di concepire il basket che noi non avevamo. Il suo più grande pregio? E’ un lavoratore grandissimo e appassionato, ha un ego basso e vuole sempre imparare e migliorare”.
Presente e futuro della squadra
L’indirizzo è (o meglio sembra essere) tracciato. Anche nella prossima stagione la Openjobmetis proseguirà con la formula del 6+6 (6 stranieri e 6 italiani). “Il trend è questo e quasi tutte le squadre italiane (tranne Cantù e Cremona n.d.r.) seguono il format. Anche perché i giocatori italiani sono pochi e costano molto, soprattutto quelli di valore”. Già, gli italiani. Con l’uscita di Assui verso il college il pacchetto sembra da riformattare. “Non è detto. Il nostro capitano Librizzi, così come Villa e Bergamin sono sotto contratto”. E Alviti? “E’ in scadenza di contratto”. Varese gli farà un’offerta per provare a rinnovarlo? “E’ un giocatore molto importante, che sta giocando due ottime stagioni. Ci avevamo già provato la scorsa estate. La risposta è sì. Gli formuleremo una proposta per trattenerlo”. E gli americani? “Quasi tutti (tranne Olivier Nkamhoua) hanno una opzione di rinnovo se raggiungeremo le coppe europee. In queste ultime 9 partite si giocheranno la riconferma”.
Obiettivo Europa
E’ una Openjobmetis sospesa tra salvezza e playoff. Qual è l’obiettivo? “Qualificarsi per le coppe europee. Non è un mistero. L’abbiamo detto e lo riconfermiamo. Il nostro prossimo step deve essere in Europa”. Il futuro roster dipenderà anche da questo, per qualità e lunghezza. “Quello che più di tutti ci è mancata è la costanza. E’ ancora più difficile mantenerla se, come l’anno scorso, cambiamo sempre il roster”.
Freeman e gli altri
“Allerik sta crescendo, lo abbiamo visto tutti contro Brescia. Cambiare è sempre possibile, ma è anche un micro-trauma per il gruppo al di là di riuscire a fare un mini upgrade. Quello che ci sta piacendo di Freeman è la disponibilità a stare bene nel gruppo e una sua evoluzione da specialista tiratore al diventare anche un difensore. Chiaramente noi il mercato continuiamo a scrutarlo. L’errore che abbiamo fatto su Moody non ci ha consentito di aspettare Allerik. Non gioca? Le rotazioni le decide il coach”. In parole povere una conferma virtuale dell’attuale roster. Si va avanti così.
Varese e Trieste
Spigolando di presente e futuro, di Europa e di NBA Europe, Zach Sogolow e Maksim Horowitz garantiscono in merito alla solidità del progetto di Luis Scola. Come a dire (anzi, qualcosa a mezza bocca è stato detto): Varese non è Trieste. Per i brontoloni che alludevano agli investimenti americani nella città giuliana come paradigma da seguire, citofonare Paul Matiasic. Che, per inciso, vorrebbe portare il titolo sportivo di Trieste a Roma. Sipario.
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