La guerra, la pace e la coerenza dell’assessore di Fagnano

In questi mesi, all’interno del nostro gruppo, ci siamo chiesti quale fosse il nostro ruolo di fronte alle guerre e ai conflitti che stanno imperversando nel mondo e che si stanno accentuando e avvicinando all’Europa, se non addirittura essere nel suoi stessi territori.

Cosa può fare un Amministrazione Pubblica? Cosa può fare un gruppo politico? Cosa può fare un Consigliere Comunale?

La prima risposta potrebbe essere nulla, ma in maniera molto serena abbiamo preparato una mozione dove l’obiettivo principale doveva essere la necessità di “accendere la luce” su tematiche complesse spesso non comprese fino in fondo da parte dalla maggior parte dell’opinione pubblica. Il nostro intento era politico nel senso ampio del termine: non volevamo prendere le “parti” di qualcuno, ma volevamo manifestare un’esigenza di promuovere la pace tra i popoli, con il proposito di poter risvegliare un interesse all’interno delle scuole e delle famiglie, attraverso delle azioni come l’impegno a realizzare incontri pubblici trattando e approfondendo il tema dei vari conflitti nel mondo. Apporre la bandiera della pace sul Municipio, inoltre, sembra un gesto banale e retorico, ma noi crediamo fortemente che non lo sia.

Il nostro fine era quello di riunire unitariamente tutto il Consiglio Comunale con un messaggio forte in tale direzione. La mozione è stata approvata ma, con nostra sorpresa, la discussione si è spostata su argomentazione svariate dalla “pace tra consiglieri comunali”, all’associazione della bandiera della pace ai gruppi di sinistra o alla semplice risposta che con la bandiera della pace e con i simboli non si fermano le guerre (lo sapevamo).

Il confronto aspro, secco e talvolta anche sopra le righe su temi locali c’è sempre stato, e ci prodigheremo ad abbassare i toni anche a fronte di un atteggiamento diverso della maggioranza, ma paragonare il clima in Consiglio alle guerre ci sembra che sminuisca il senso della pace e la gravità delle conflitti in atto, l’associare i colori della bandiera della pace a una parte politica è pretestuoso e pone degli interrogativi non liquidabili con il “va di moda”.

Ringraziamo il Sindaco, che ha votato a favore, ma che nella sua dichiarazione di voto faceva intendere di nutrire forti perplessità in merito alla mozione e all’esposizione della bandiera; gli chiediamo quindi perché a oggi all’esterno del suo ufficio è esposta la bandiera dell’Ucraina, se non crede alla forza dei simboli? O perché nella seduta del Consiglio è stata data una coccarda rossa simbolo della lotta contro la violenza verso le donne? Questa stessa Amministrazione ha dedicato un area all’interno del Parco Avis Aido, denominata Piazzetta dei Diritti, le panchine che hanno colori volutamente legati a tematiche sociali, non sono forse simboli?

Ringraziamo anche l’Assessore Mezanzani, che è stata coerente con quanto ha sempre sostenuto da quando insediata e che ha motivato in maniera schietta e sincera il suo voto contrario, pur non condividendo le sue posizioni ne apprezziamo la coerenza.

Il gruppo Solidarietà e Progresso di Fagnano Olona

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