BUSTO ARSIZIO – Ha risposto alle domande del Gip Stefano Colombo Ariane Pereira, la figlia della Mantide, fermata sabato 26 luglio con l’accusa di essere coinvolta nell’omicidio di Fabio Ravasio, 52 anni, investito da un’auto il 9 agosto 2024 a Parabiago. Per l’omicidio del 52enne sono già a processo sono già a processo davanti alla Corte d’Assise del tribunale di Busto Arsizio oltre alla madre della ragazza, Adilma Pereira Carneiro, brasiliana di 50 anni, il fratello Igor Benedito, il compagno della giovane Fabio Lavezzo, l’ex amante della 50enne e altre quattro persone.
Nessun coinvolgimento
«Ariane ha risposto a tutte le domande – ha spiegato a valle dell’interrogatorio l’avvocato Edoardo Lorenzo Rossi, il legale che l’ha assistita davanti al Gip -. Ritiene di non avere alcun tipo di responsabilità rispetto a quello che le è stato contestato, anche perché sostanzialmente di nuovo non c’è nulla rispetto agli atti dell’intero compendio probatorio che è stato offerto da agosto fino ad arrivare ad oggi. Ci sembra anche piuttosto anomalo e atipico che ad un anno vengano mostrate delle esigenze cautelari: non ci sono elementi nuovi, se non una battuta fatta durante un’udienza da una persona che, peraltro, ha manifestato apertamente motivi di rancore nei confronti della famiglia. Ritengo che non vi siano elementi per proseguire in questa direzione».
Ariane molto provata
L’avvocato Rossi ha descritto la donna, che da allora si trova in carcere a Como, come «molto provata»: «È una famiglia che ha già un carico importante e drammatico, è molto provata sia personalmente, sia per quello di cui si stava occupando in casa, dove insieme alla sorella gestiva tutto ciò che attiene alla quotidianità dei cinque figli di Adilma». Il Gip si è riservato sulla convalida e sulla richiesta a carico della 31enne.
