BIANDRONNO – «Eravamo i primi al mondo: è un addio che fa male». Chi parla è un ex dipendente di Whirlpool, in un lungo ed emozionante messaggio che in poche ore ha raggiunto centinaia di condivisioni su Facebook. L’addio a cui fa riferimento è la chiusura del reparto di progettazione dei frigoriferi a Cassinetta, che sarà realtà tra pochi giorni: venerdì 1 agosto finirà così una storia industriale – e non solo – lunga sessant’anni.
La fine di un’era
Lo scorso aprile, dopo una trattativa durata mesi, si è giunti alla firma dell’accordo siglato al Mimit tra l’attuale proprietà di Beko Europe e le parti sociali. Un’intesa che ha permesso la salvaguardia dei siti e in parte dell’occupazione, riducendo il numero di esuberi inizialmente previsti: a Cassinetta le uscite (che saranno volontarie e non licenziamenti forzati) saranno 450 invece delle 800 circa annunciate un anno fa. Evitato anche l’impatto che a cascata avrebbe coinvolto anche l’indotto composto da circa 6000 posti di lavoro. Ma inevitabilmente sono state necessarie anche delle rinunce in un mondo produttivo sempre più complesso.
Sei decenni dopo
Uno scenario, quello attuale, così diverso per l’industria del bianco da quel 1965 in cui partiva la progettazione frigoriferi con la Ignis. Una storia proseguita poi con Philips e Whirlpool. Una fase, quella della proprietà americana, che Salvatore De Caprio ha vissuto in prima persona. Lo ha raccontato in un post social (qui sotto il testo integrale) in cui ha ripercorso le vicende personali e i successi aziendali di un tempo: «Dietro la tecnologia, dietro ogni brevetto, c’erano persone», scrive. Fino ad arrivare ai giorni nostri. «È un confine emotivo. Un prima e un dopo. Si spegne la progettazione frigoriferi. Ma non si spegne la dignità di chi l’ha costruita».
Il racconto di chi ha vissuto quella storia
La fine di un’era: il 1° agosto chiude la progettazione frigoriferi nata 60 anni fa
Il 1° agosto 2025 si spegneranno le luci su uno dei reparti più iconici dell’industria italiana: la progettazione frigoriferi del gruppo Whirlpool, già Ignis e Philips. Un centro che, per oltre sei decenni, ha rappresentato molto più di un ufficio tecnico. Era un simbolo di eccellenza, creatività e orgoglio.
Eravamo forti — e lo sapevamo. Il Direttore ce lo diceva spesso: «Siamo la prima progettazione frigoriferi d’Europa» — e a quei tempi, significava essere i primi al mondo. Non era solo orgoglio aziendale, era verità tecnica: Bosch, Electrolux e pochi altri ci facevano compagnia sul podio.
Lì sono nate innovazioni che hanno segnato la storia del freddo domestico: i primi No Frost europei, i combinati Sirio e Concorde, i Combi 60, e soprattutto i frigoriferi built-in, talmente ben progettati che marchi prestigiosi come V-Zug e Ikea li hanno acquistati direttamente per metterli sul mercato con il loro brand. Linee produttive da quasi un milione di pezzi all’anno. Tecnologie all’avanguardia: evaporatori sandwich, capillari esterni e in alluminio, e l’introduzione del gas R600a in tempi record.
Questa progettazione frigoriferi non era solo una macchina di efficienza: era una squadra. Uomini e donne che partivano per Evansville, Monterrey, Joinville, a esportare competenze, migliorare prodotti, risolvere problemi.
Ogni primavera, la fiera di Colonia scandiva l’anno: prima si preparavano i prototipi, poi si correva per restare davanti alla concorrenza.
Negli anni d’oro, 4 milioni di frigoriferi e congelatori portavano ogni anno il marchio Whirlpool (e prima Ignis, Philips) in Europa. Di questi, 2,5 milioni erano prodotti in Italia.Da Ignis a Whirlpool, poi a Beko Europe: 60 anni di storia industriale
Tutto era iniziato con Ignis, nata nel 1943 a Comerio (Varese). Nel 1972 fu acquisita da Philips, entrando nella joint-venture IRE. A fine anni ’80 arrivò Whirlpool, che prima rilevò parte delle attività (1988) e poi l’intera divisione europea (1991).
Nel 2014 l’ingresso in Whirlpool di Indesit, l’orgoglio marchigiano della famiglia Merloni, sembrò allargare la famiglia. Ma fu anche il primo segnale di discontinuità: le culture aziendali non si fusero mai davvero.
Nel 2023, l’annuncio della fusione tra Whirlpool e Arçelik (proprietaria di Beko) ha portato alla nascita, nel 2024, di Beko Europe, con Whirlpool al 25% e i turchi al controllo. A cascata, l’Italia ha perso il suo ruolo centrale.La vera perdita: un patrimonio umano
Dietro la tecnologia, dietro ogni brevetto, c’erano persone. E in particolare nel reparto di progettazione frigoriferi, c’era un senso di appartenenza raro. C’era Gavina, leggenda aziendale: progettista termodinamico, elettrico, strutturale, ma anche mentore, manager e motivatore.
Con lui e grazie a lui, quella progettazione è diventata scuola, famiglia, laboratorio di idee. Gli ingegneri non si limitavano a disegnare schemi: creavano futuro.
Poi il tempo ha cambiato le priorità. Le delocalizzazioni, la globalizzazione, i bilanci, le fusioni. E infine la tragedia umana del 2025: colleghi e amici che resteranno senza lavoro.Un addio che fa male
Il 1° agosto non è solo una data: è un confine emotivo. Un prima e un dopo.
Chi è già in pensione oggi si guarda indietro con gratitudine e un po’ di malinconia. Chi resta, invece, vive giorni di paura e amarezza.
Si spegne la progettazione frigoriferi. Ma non si spegne la dignità di chi l’ha costruita, difesa, fatta crescere. E non si cancella il contributo di un reparto che ha reso grande il nome dell’Italia industriale nel mondo.
Oggi si chiude una porta. Ma la memoria resta viva, fiera, e grida: “C’era una volta la progettazione frigoriferi italiana. E faceva scuola a tutti.”
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cassinetta chiude progettazione frigoriferi – MALPENSA24
