Accordo Beko, i sindacati: «La produzione rimane a Cassinetta. Ora vigileremo»

accordo beko sindacati cassinetta
I segretari di categoria dei metalmeccanici insieme ai tre delegati Rsu di Beko

VARESE – La soddisfazione per aver scongiurato la chiusura delle linee produttive a Cassinetta, ma anche la consapevolezza che si tratta di un accordo di mantenimento e che per i prossimi due anni occorrerà continuare a vigilare sull’evoluzione della situazione, in un settore come quello degli elettrodomestici che soffre di una fase di stagnazione. Parlano a bocce ferme i sindacati, a una settimana dalla firma al Mimit dell’accordo su Beko (qui sotto il video con le interviste). Un momento per ripensare alle tappe di una lunga vertenza e per riflettere sulle prossime sfide.

Sette mesi di trattative

Presenti stamattina, martedì 22 aprile, presso la sede della Cgil, i segretari delle tre sigle dei metalmeccanici: Nino Cartosio della Fiom, Gennaro Aloisio della Fim e Fabio Dell’Angelo della Uilm. Al loro fianco i delegati Rsu di Beko: Luciano Frontera (Cgil), Tiziano Franceschetti (Cisl) e Chiara Cola (Uil). «Sono stati quasi sette mesi di vertenza con 13 incontri – ha esordito Tiziano Franceschetti – vogliamo ringraziare tutti coloro che ci sono stati vicini, come i circa 30 Comuni che hanno esposto fuori dal municipio lo striscione “Tutti uniti per Cassinetta”, che è stato il simbolo di questa vicenda». Quindi ha ricordato i numeri degli esuberi: tra gli operai saranno 300, tra gli impiegati circa 150. 450 uscite dunque rispetto alle circa 800 previste in origine. «Ci sarà un ridimensionamento, ma si riesce a tenere la fabbrica aperta», ha sottolineato, ricordando anche l’interessamento che Papa Francesco aveva mostrato alla vicenda ricevendo una delegazione di colleghi di Beko. Chiara Cola ha sottolineato il risultato del mantenimento di tutte le linee produttive a Cassinetta, mentre in origine l’azienda aveva annunciato la chiusura di due linee. «L’accordo è importante perché vincola l’azienda fino alla fine del 2027: entro quella data ci saranno solo uscite volontarie e non licenziamenti forzati». Per quanto riguarda gli investimenti «si è passati da 100 a 300 milioni su tutti i siti, di cui 136 per Cassinetta». Luciano Frontera ha ricordato l’importanza del risultato ottenuto in raffronto alle chiusure degli stabilimenti di Beko in Regno Unito e Polonia. «Abbiamo dimostrato di avere una grande capacità di contrattazione sindacale, a partire dalla lotta dei lavoratori che è stata potente fin dai primi annunci di esuberi e delle istituzioni che sono scese in campo. La discussione è stata lunga, a tratti difficile, per ottenere un risultato che ci dà un margine di speranza per il futuro».

Salvaguardato l’indotto

«Una vertenza importante perché sapevamo che collegati a Cassinetta c’erano altri 6000 posti di lavoro circa di indotto su tutta la provincia, abbiamo avuto un carico di responsabilità molto elevata», ha sottolineato Gennaro Aloisio della Fim. «Abbiamo fatto tante belle assemblee, abbiamo fatto veramente sindacato, sono stati mesi difficili e abbiamo dimostrato che se c’è il confronto la contrattazione porta a raggiungere degli obiettivi». Ora la situazione sarà monitorata: «Saremo sentinelle per incalzare l’azienda su investimento, sviluppo e mantenimento delle linee produttive». Nino Cartosio della Fiom parla di un «accordo di riduzione del danno». E poi spiega: «Non poteva che essere così perché se su 4600 dipendenti l’azienda ne voleva licenziare 2000 è chiaro che la contrattazione non poteva essere che per ridurre i danni considerati anche i problemi significativi dell’industria dell’elettrodomestico. È un accordo di mantenimento, c’è una mole di investimenti che serve a garantire una continuità, non un rilancio. Abbiamo salvato Cassinetta? Non lo so, non abbiamo salvato niente, abbiamo difeso e abbiamo provato a tenere il più possibile insieme i lavoratori». Fabio Dell’Angelo della Uilm ha ringraziato le istituzioni locali e nazionali per l’aiuto. «Il ruolo del Governo è stato importantissimo in particolare per aver portato ad una soluzione per Siena, senza la quale l’accordo non sarebbe stato firmato». Quindi ha parlato delle possibili prospettive legate all’impatto dei dazi americani. «Avremo un’invasione di prodotti sottocosto da parte dei cinesi che si riverserà sull’Europa se gli viene inibito il mercato americano». Infine ha annunciato che a maggio ci sarà un incontro con la Regione per affrontare il tema dei ricollocamenti del personale in esubero. Sotto quest’aspetto le prime uscite volontarie avverranno da giugno, con incentivi più alti nei primi sei mesi. L’incentivo all’esodo è legato all’età anagrafica del personale.

Il messaggio a Confindustria

Tutti hanno sottolineato l’importanza della rete con il territorio e le istituzioni, ma è stato indicato anche un grande assente. «Secondo me in questa vertenza è mancata la Confindustria, l’abbiamo fatta tutta da soli con l’azienda», ha sottolineato Gennaro Aloisio. Aspetto rimarcato anche da Nino Cartosio. «C’è un solo e unico soggetto che in questi cinque mesi non si è sentito nel territorio di Varese: Confindustria, né formalmente né informalmente. Mentre c’era questa assenza si assisteva a una radicalizzazione estremista sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici».

A Varese e alla Beko metalmeccanici in sciopero. «Vogliamo il nuovo contratto»

accordo beko sindacati cassinetta – MALPENSA24

Visited 3.276 times, 1 visit(s) today