VARESE – Cambiare passo. Il numero (parziale) dei tesserati avrebbe dovuto rimanere coperto. Invece è stato messo in piazza. E tra i Fratelli ha creato un po’ di scompiglio. Al netto della “caccia alle streghe” per capire chi ha spifferato ai quattro venti il numero delle tessere fatte, circa 600, ben al di sotto della soglia dell’anno scorso (1.200) e lontano dall’obiettivo dei 1.500, il presidente provinciale Andrea Pellicini è subito corso ai ripari e ha messo mano all’organizzazione del partito sul territorio.
Il tandem
Due le posizioni assegnate e tre i nomi degli incaricati, che ora dovranno lavorare pancia a terra per mettere in azione la catena dei circoli, che, a loro volta, dovranno battere il territorio per allineare le percentuali di voti e al numero dei tesserati. La comunicazione di nomi e ruoli è stata fatta durante un direttivo. Marco Colombo, presidente del consiglio di Gallarate (e tra i papabili alla candidatura da sindaco qualora ai Fratelli tocchi la leadership del centrodestra gallaratese nel 2027) si occuperà del rapporto con gli Enti Locali – ruolo che di fatto già svolgeva sul campo anche senza coccarda ufficiale -, mentre l’organizzazione dei circoli verrà seguita in tandem da Paolo Bassetti ed Emanuele Antonelli, sindaco di Busto con l’ambizione – l’ha dichiarato lui stesso in un’intervista a Prealpina – di approdare in Regione alle prossime elezioni.
Definiti: ruoli, gradi e responsabilità
È chiaro che i due ruoli organizzativi sono stati ufficializzati per chiarire entro i confini di partito chi fa cosa, ma anche per definire le responsabilità così da evitare eventuali “scaricabarile”. Non solo. I gradi che Pellicini ha assegnato riguardano dipartimenti cardine per la vita e la vitalità dell’organizzazione. Del resto, mica potrà sempre fare tutto Salvatore Marino, soldato generoso e disponibile a battagliare su ogni fronte, ma del resto anche lui è umano, troppo umano.
Mal di pancia e bocche asciutte
Insomma, dal direttivo esce un partito più solido nell’organizzazione. Conferme in questa direzione arrivano anche dalla comunicazione che Pellicini ha fatto agli iscritti in cui spiega che «l’obiettivo principale è quello di rendere più efficace l’azione del partito sui territori e di far meglio dialogare i circoli con i consiglieri comunali». Al netto dei mal di pancia di chi aveva qualche ambizione e che potrà essere lenito con un coinvolgimento sulle effettive capacità in un secondo giro di nomine (del resto in Provincia ci sono Comuni grandi, ma anche tanti numericamente più piccoli e dove più che la bandiera serve la capacità di creare relazioni umane) e di chi, ancora una volta, pur rappresentando sfumature politiche interne, è rimasto a bocca asciutta.
