Ecomuseo Piane Viscontee: progetto e soldi ci sono, ma manca la segnaletica

La mappa delle piane e una veduta panoramica

VARESE – Le Piane Viscontee: queste bellissime sconosciute. Le potremmo definire così, visto che le uniche indicazioni, al momento, le trovi in rete. Per il resto, a meno che non sei un cittadino autoctono e conosci i sentieri, non hai modo di percorrerle.

Se ne parla da tre anni

Eppure da almeno tre anni, a più riprese, di tanto in tanto, si fa un gran parlare. Infiocchettando il progetto legato alle Piane Viscontee e all’Ecomuseo di concetti economico-sociali che vanno a toccare tutta una serie di must quali: “valorizzare il nostro territorio”; “fare del turismo un volano economico della nostra provincia”; “far conoscere la storia, la cultura e le bellezze di una provincia che ha molto da mettere in vetrina anche per chi ci abita, ma forse la conosce poco”. Tutto giusto. Ma finché non si pianta lo straccio di un’indicazione lungo i sentieri, il bel ragionare sul rilancio turistico della provincia diventa uno stucchevole parlare.

Piccole perle agresti

E così è per le Piane, che esistono (questo è certo), i cui sentieri sono stati cuciti sulla carta al punto da renderle comunicanti per chi vorrebbe camminare dal Lago di Varese al Parco del Ticino, toccando anche il Lago di Comabbio. Magari alla scoperta della Piana di Vegonno, ma anche di quella di Montonate (Mornago), delle belle cascine di Caidate, oppure delle piccole e affascinanti chiesette di campagna che, quando le incontri lungo il cammino e le trovi aperte, ti sorprendono regalando ristoro al corpo e all’anima.

Delle Piane c’è tutto. In rete ci sono il sito che parla dell’ecomuseo, quello del Fai che le descrive così: “Le “Piane Varesine” comprendono le zone agricole e boschive più suggestive che caratterizzano il territorio compreso all’interno dei Comuni di: Azzate, Brunello, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Jerago, Mornago e Sumirago. Un’area verde che connette il Lago di Varese al Parco del Ticino”. Ci sono anche le pagine Facebook e Instagram. E, dulcis in fundo, c’è pure lo stanziamento economico della Provincia: 250 mila euro. Mica piccioli.

Chi deve fare cosa? Questo è il problema

I Comuni che hanno aderito al progetto sono 9: Sumirago, Mornago, Casale Litta, Crosio della Valle, Daverio, Brunello Azzate, Galliate Lombardo e Jerago con Orago (capofila). E il progetto è stato redatto da Stefano Biondaro, architetto e consigliere comunale di Mornago.

Ora, si sa, in Italia quando di mezzo c’è più di un ente non si riesce mai a capire fino in fondo chi deve fare cosa. E chi deve controllare perché venga fatto. Figuriamoci in questo caso: i Comuni coinvolti sono 9 (dieci se si conta anche la Provincia che ha messo mano al portafogli) e al momento si stanno dimostrando capaci nel rendere in salita anche un progetto che come dislivello è pari a zero. Per buona pace del rilancio turistico della provincia di Varese.

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