VARESE – Il sindaco Davide Galimberti l’ha annunciato in chiusura dell’incontro di presentazione del progetto dell’area ex Aermacchi che si è svolto ieri sera, lunedì 8 giugno, in un Salone Estense gremito. L’intenzione dell’amministrazione, cogliendo anche le sollecitazioni giunte dal quartiere, è quella di chiamare lo spazio esterno che nascerà nell’area rigenerata “piazza della Pace”. Ma la proposta non piace alle associazioni ProPal.
Il no delle associazioni
In merito all’idea di titolare la piazza alla pace le associazioni e i gruppi firmatari riuniti nella “Tenda per la Palestina e contro le armi” hanno consegnato infatti una lettera aperta al sindaco e alla giunta comunale varesina per chiedere di non attuare quanto deliberato in data 23 dicembre 2025 in riferimento alla sottoscrizione del protocollo d’intesa con la Fondazione Leonardo per la riqualificazione del sito dell’ex Aermacchi. In un primo momento il nome previsto per l’intitolazione dello spazio era piazza Aermacchi.
La nota dei ProPal
Come associazioni e gruppi della società civile varesina respingiamo in maniera categorica la possibilità di partecipare alla costruzione di una “Piazza della Pace”, ove progettata e finanziata con il contributo di una fabbrica di armi. Ci opponiamo recisamente alla logica aberrante secondo cui se vuoi la pace devi preparare la guerra.
È una visione che non possiamo in nessun modo tollerare e soprattutto non intendiamo tramandare ai nostri figli: la Pace si costruisce con la Pace, la verità e la giustizia.
Finché a Varese continueremo a vedere la produzione di armi passata e presente come una cosa di cui sentirci orgogliosi non riusciremo a vedere nel nostro futuro un’opportunità di pace e di vita degna, per noi e per tutti.Per spiegare meglio la proposta di pace vera (cioè radicalmente alternativa alla collaborazione con aziende armiere) cui vorremmo contribuire abbiamo voluto accompagnare la nostra lettera con l’omaggio del bel lungo “Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi” che ebbe l’appoggio di Papa Francesco.
La lettera, già firmata da una rosa di sottoscrittori, è aperta a chiunque desideri aderirvi. Noi promotori chiediamo all’amministrazione comunale di darci un riscontro pubblico in tempi rapidi, con la garanzia di non sottoscrivere qualsiasi accordo con aziende armiere, quale premessa indispensabile per poter valutare le proposte concrete che vorremmo offrire come alternativa al progetto in questione.
I firmatari
Firmatarie della lettera sono le associazioni riunite nella “Tenda per la Palestina e contro le armi”: Abbasso la guerra Odv, Caritas della Zona Pastorale di Varese, Comitato Varesino per la Palestina – Ets – Odv, Sanità di Frontiera, Collettivo da Varese a Gaza, nAzione Umana, Donne in Nero, Flc Cgil sezione provinciale di Varese, Emergency – Gruppo Varese, Partito della Rifondazione Comunista federazione di Varese, Comitato Antifascista Busto Arsizio, Rete Antifascista Varesina, Associazione Un’ Altra Storia, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione di Induno Olona.
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