A Varese pienone per il progetto dell’ex Aermacchi. Orrigoni: «Obiettivo fine ’27»

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Paolo Orrigoni presenta il progetto per l'ex Aermacchi

VARESEC’era il pienone al Salone Estense questa sera, lunedì 8 giugno, per la presentazione del progetto di riqualificazione dell’ex Aermacchi (nel video qui sotto i rendering e le interviste). Segno che è tanta l’attesa in città per l’intervento di rigenerazione che vuole cambiare il volto di una parte di Masnago rimasta per tanti anni in uno stato di abbandono. Difficile fare stime sui tempi viste le lungaggini burocratiche che il cantiere ha incontrato fin qui, ma la fine del 2027 dovrebbe essere il momento dell’apertura ufficiale.

L’auspicio di Orrigoni

È quanto auspica Paolo Orrigoni di Tigros, l’azienda varesina che ha acquistato l’area dove sorgerà un supermercato oltre a spazi verdi e per lo sport. «Entro la fine di quest’anno saranno quasi completate tutte le strutture – ha detto l’imprenditore – ed entro la fine del 2027 dovrebbe essere completato tutto l’intervento. Abbiamo qualche incognita perché questi processi non dipendono solo da noi, ma da autorizzazioni e collaudi che vengono effettuati da enti terzi. Le modifiche le abbiamo quasi finite, abbiamo lavorato un anno e mezzo. Confido che per la fine del 2027 i cittadini possano entrare nell’ex area Aermacchi». Di cui sono state diffuse le prime immagini (nelle foto sotto). «Abbiamo trovato un’amministrazione che ci è stata davvero al fianco – ha aggiunto Orrigoni – la quantità di bonifica che abbiamo dovuto realizzare è stata enorme. Abbiamo eliminato una tonnellata e mezza di amianto».

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Passato e futuro

Ad entrare nel dettaglio di quello che sarà il futuro dell’area l’architetto Gino Garbellini dello studio Piuarch di Milano. «Ci aspettiamo di restituire alla comunità una parte di territorio importante della città. È un grande progetto di rigenerazione urbana. Rigeneriamo, cioè trasformiamo mettendo in gioco la comunità, quindi un luogo che deve attivare relazioni con le persone». Un’area di 30mila metri quadrati che cambierà volto, senza cancellare però del tutto il legame con il passato: ne sarà conservato qualche migliaio: tra i punti distintivi la torre dell’acqua che verrà mantenuta. «L’Aermacchi è un grande esempio di archeologia industriale: gli edifici che nascono intorno al 1910 si trasformano negli anni e vengono poi abbandonati. L’intervento attento dell’architetto è quello di riuscire a stratificare un’architettura contemporanea con un’archeologia industriale che ha una grande identità». Tra i punti centrali del progetto ci saranno oltre agli spazi esterni con il parco con il Vellone che verrà riaperto, il centro sportivo e la piscina olimpionica che nascerà nel grande hangar, che la città attende con ancora più interesse dopo la chiusura della comunale. 

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Un’area che cambia

Quindi la voce dell’amministrazione. «Grazie alla proprietà, agli uffici dell’amministrazione coinvolti e tutti gli enti coinvolti – ha detto l’assessore ai lavori pubblici Andrea Civati – ci sono stati anche dei tempi che potevano essere accelerati, ma fare le cose è sempre più complicato». Ha quindi ricordato il lavoro svolto dall’amministrazione negli ultimi anni per il recupero delle aree dismesse. Il sindaco Davide Galimberti ha ricordato la genesi dell’intervento: «Il fatto che sono stati introdotti prima ancora dell’acquisto degli incentivi ha indotto un ottimismo a chi doveva procedere alla vendita. Questo meccanismo ha portato in città alla rigenerazione di 250mila metri quadrati». Poi una riflessione sul nuovo Pgt. «Questo è un test, è una sperimentazione rispetto ai contenuti del nuovo strumento urbanistico che è in corso di adozione e poi approvazione. Attraverso il lavoro su quest’area dismessa e sulle altre più piccole è stato fatto un lavoro che ha portato un patrimonio di conoscenza e di accettazione. Se siete qui stasera così tanti non è solo perché l’architetto è stato bravo e Orrigoni lungimirante a trovare le soluzioni necessarie, ma perché c’è l’accettazione da parte della popolazione di questi processi di rigenerazione. Un bel lavoro di squadra pubblico-privato che fa onore al territorio». Infine la proposta di intitolare lo spazio esterno che nascerà nell’area con il nome di piazza della Pace. 

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Pienone al Salone Estense per l’ex Aermacchi

Il progetto nel dettaglio

Così il progetto viene illustrato dagli architetti che l’hanno curato:

Il principale obiettivo per la rigenerazione urbana ed architettonica di quest’area è quello di integrare, ampliare e rifunzionalizzare in un unicum organico e coerente gli elementi storici sottoposti a vincolo con la volumetria di nuova costruzione. Quest’ultima, leggera e trasparente, si disporrà come elemento di collegamento tra i due volumi principali esistenti, così da integrare in un unico edificio complesso tutte le nuove funzioni.

Il progetto prevede la creazione di due ampi spazi esterni con caratteri distinti: nella parte settentrionale dell’area, la realizzazione di un parco urbano integrato al nuovo percorso ciclabile; nella parte meridionale, la creazione di spazi pavimentati a carattere urbano antistanti l’edificio polifunzionale con la realizzazione di una piazza d’ingresso e un parcheggio.

La proposta di rigenerazione urbana dell’Ex area industriale Aermacchi a Varese mira alla realizzazione di un complesso polifunzionale integrato con funzioni miste di natura sportiva, direzionale, commerciale: un intervento a carattere fortemente pubblico grazie alla creazione di nuovi spazi e servizi a disposizione della cittadinanza.

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