In Provincia Forza Italia scopre le carte. La mossa di FdI: candidare Colombo?

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Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese

VARESE – Una dichiarazione di voto, ma non una dichiarazione di guerra. Anche se le parole contenute nell’intervento di Matteo Marchesi, riguardo al Ptcp, avranno un’eco politica nelle prossime settimane. Nel consiglio provinciale di ieri – mercoledì 16 settembre – sono emerse una serie di situazioni che non possono essere ignorate da qui in avanti. Proviamo a metterle in fila.

Ptcp all’unanimità

Partiamo dall’approvazione all’unanimità del Ptcp. Era un obiettivo della maggioranza che governa la Provincia ed è stato raggiunto con il contributo trasversale dell’intero arco politico rappresentato in consiglio. Un lavoro riconosciuto da tutti i partiti in consiglio. Anche da Fratelli d’Italia, pur non avendo partecipato al voto.

Il peso di Forza Italia

Forza Italia, partito che nei Comuni della Provincia di Varese spesso va a traino delle decisioni e, quasi mai, fa sentire la propria voce o picchia i pugni sul tavolo anche quando incassa ceffoni, in Provincia ha cambiato passo. Certo, dalla sua parte, ha i numeri che devono essere sommati a quelli di Noi Moderati e, con la new entry di Di Salvo, di Azione. Conti che fanno 5 consiglieri, un plotone che permette al gruppo moderato e centrista di essere determinante “a sinistra” (dove sta in questo momento e ha detto di voler continuare a stare) ma anche “a destra”, dove “il canto delle sirene” ascoltato in questi anni che invocava un rientro tra i ranghi non ha avuto effetto. Dominus.

Scacco a Fratelli e Lega

A Villa Recalcati, inutile tirare in ballo “il senso di responsabilità”, c’è una maggioranza anomala e che non rispecchia gli schieramenti tradizionali, ma che ha dimostrato di mettere in pista progetti e di saperli anche mettere a terra. L’approvazione del Ptcp dimostra che il metodo funziona e il capogruppo della Provincia al centro Marchesi l’ha più volte sottolineato nel suo intervento, aprendo un’importante linea di credito sulla coda di questo mandato con vista sulle prossime elezioni. Insomma, ha scoperto, seppur con toni tipici del politichese, le carte.

Ora tocca a Fratelli d’Italia, alla Lega e a Lombardia Ideale fare la prossima mossa. Ovvero: il partito di Giorgia Meloni, in linea di massima contrario a ogni tipo di inciucio, metterà sul tavolo in maniera ufficiale la candidatura alla presidenza del sindaco di Daverio Marco Colombo scavando in maniera netta il solco?

E la Lega, che si sta arrovellando su come uscire dall’impasse Salvini sì – Salvini no, andrà a traino di Fratelli d’Italia per sostenere un candidato presidente (il sindaco di Daverio con trascorsi leghisti), che non convince del tutto, oppure sceglierà di smarcarsi in qualche modo e avviare un cambio di rotta, proprio partendo da Villa Recalcati, sempre più laboratorio politico? Vedremo.

Standing ovation per il Fratello Colombo

L’uscita dall’aula non era certo programmata. Le dichiarazioni di Marchesi hanno colto di sorpresa le minoranze, ma soprattutto i Fratelli. La decisione – a botta calda – di lasciare l’aula però ha avuto un’eco nelle chat dei meloniani dove la scelta di Colombo è stata percepita come un moto d’orgoglio e accolta con una serie di messaggi da standing ovation. Insomma, Colombo avrà pure sbagliato, come ha sottolineato Magrini in consiglio, ma il credito dentro ai Fratelli è cresciuto.

Cosa hanno detto?

Sono molteplici le letture che si inseguono dopo le dichiarazioni di Matteo Marchesi e di Fabio Passera, capogruppo del PD a Villa Recalcati, che ha espresso parole di apprezzamento sul lavoro della maggioranza e su Magrini (ricandidandolo di fatto). Ma vediamo cos’hanno detto. Di seguito pubblichiamo le due dichiarazioni di voto in versione integrale.

L’intervento di Matteo Marchesi

A nome del gruppoLa Provincia al Centroannuncio il nostro voto favorevole al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

Lo facciamo convintamente perché riteniamo che il PTCP che oggi arriva alla sua approvazione rappresenti un passaggio importante per il governo del nostro territorio e, insieme, il risultato di un metodo amministrativo che abbiamo condiviso e sostenuto.

Nel merito, questo Piano compie innanzitutto un necessario lavoro diallineamento alla normativa regionale, a partire dalle disposizioni in materia di consumo di suolo, e rafforza l’attenzione verso gli aspetti ambientali e paesaggistici che oggi devono necessariamente essere parte di qualsiasi seria programmazione territoriale. Credo però che sia altrettanto importante sottolinearecomequesto lavoro sia stato fatto.
La tutela del territorio e la riduzione del consumo di suolo sono obiettivi che richiedono responsabilità, ma anche equilibrio. Una buona pianificazione non può essere misurata semplicemente dal numero di vincoli che introduce. Deve invece essere capace di tutelare ciò che va tutelato senza impedire ai Comuni di governare le proprie trasformazioni, senza irrigidire inutilmente le possibilità di sviluppo e senza aggiungere prescrizioni sproporzionate laddove non siano realmente necessarie.

Ed è proprio questo approccio che riconosciamo nel Piano che votiamo oggi:attenzione ambientale senza estremismi, rispetto delle prescrizioni regionali senza inutili esasperazioni, tutela del suolo accompagnata dalla consapevolezza che il territorio è anche il luogo nel quale vivono le nostre comunità, lavorano le nostre imprese e amministrano i nostri Sindaci.

È una posizione di equilibrio che appartiene pienamente alla cultura amministrativa della Provincia al Centro: non negare i cambiamenti e non sottrarsi alle responsabilità ambientali, ma affrontarli con pragmatismo, proporzionalità e conoscenza concreta dei territori.

Credo che il dato emerso dall’Assemblea dei Sindaci assuma, proprio per questo, un significato particolarmente importante. Una partecipazione così ampia e un consenso pressoché unanime non sono fatti ordinari per un atto complesso come il PTCP.
Quando su uno strumento che incide direttamente sulla pianificazione dei territori si riesce a costruire un consenso tanto largo tra i Sindaci, significa che dietro quell’atto non c’è stata semplicemente una maggioranza politica:c’è stato un lavoro vero di ascolto e di composizione degli interessi dei territori.
Per questo voglio rivolgere, a nome del nostro gruppo, un ringraziamento particolare aStefano Bellaria, consigliere delegato al PTCP. Stefano ha seguito un percorso lungo e complesso, fatto di ascolto, confronto, osservazioni, mediazioni e approfondimenti tecnici. Il consenso raccolto nell’Assemblea dei Sindaci rappresenta un riconoscimento molto concreto del lavoro svolto: non perché siano scomparse le differenze tra territori o sensibilità diverse, ma perché si è riusciti a trasformarle in una sintesi amministrativa largamente condivisa.

Ma credo che questa approvazione dica qualcosa anche del lavoro politico che abbiamo svolto insieme in questi anni.

La Provincia al Centroha sempre sostenuto una maggioranza moderata e riformista, nella quale culture ed esperienze amministrative differenti potessero incontrarsi sulla concretezza delle cose da fare.
Una maggioranza nella quale le diverse appartenenze non vengono cancellate, ma nella quale si prova a lasciare fuori dalla porta gli ideologismi quando bisogna trovare una soluzione ai problemi dei Comuni.
Il PTCP ne è un esempio particolarmente significativo: ambiente e sviluppo, tutela e trasformazione, regole regionali e autonomia dei territori non sono stati affrontati come bandiere da contrapporre, ma come esigenze da tenere insieme.

Questo è il metodo che intendiamo continuare a sostenere nel prossimo futuro politico.

E il voto di oggi, quindi, non rappresenta per noi soltanto la conclusione di un percorso. Deve essere anche un punto dal quale ripartire.
Ci sono ancora partite importanti aperte sulle qualiLa Provincia al Centro intende continuare a lavorare insieme alla maggioranza e al Presidente: penso al futuro dell’Agenzia Formativae al percorso di ristrutturazione e rafforzamento che dobbiamo portare a compimento. Penso allarevisione del modello dei sistemi bibliotecari, per arrivare a un’organizzazione più moderna, sostenibile ed efficace e rafforzare la capacità della Provincia di supportare i Comuni. Penso alrafforzamento organico dell’Ente, perché una Provincia alla quale chiediamo sempre maggiori capacità di coordinamento, progettazione e assistenza ai Comuni deve poter contare sulle professionalità e sulle risorse umane necessarie per esercitarle. E penso anche alla necessità diaprire nuove partite e nuovi progetti, senza limitarci ad amministrare ciò che abbiamo già costruito.

C’è ancora spazio per rafforzare il ruolo della Provincia come luogo di coordinamento dei Comuni, per sviluppare nuove progettualità sovracomunali e per dare risposte a questioni che nessun Comune, soprattutto quelli più piccoli, può affrontare efficacemente da solo.
Anche guardando al prossimo futuro politico, il nostro auspicio è quindi chequesto modello possa continuare. Un modello moderato e riformista, fondato sul confronto più che sulla contrapposizione; sulla capacità di trovare sintesi anziché sull’affermazione delle appartenenze; sulla concretezza amministrativa anziché sull’ideologia.

Il consenso raccolto dal PTCP nell’Assemblea dei Sindaci è forse una delle dimostrazioni più evidenti che questo metodo può produrre risultati e costruire una condivisione molto più larga dei confini della maggioranza che governa formalmente l’Ente.

Per queste ragioni La Provincia al Centro esprime voto favorevole all’approvazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale.

È un voto favorevole a questo Piano e ai suoi mandanti politici.

Ed è anche la conferma della nostra volontà di continuare a lavorare perché la Provincia rimanga laCasa dei Comuni: concreta, equilibrata, moderata e capace di costruire, attraverso il dialogo, le scelte per il futuro del nostro territorio.

L’intervento di Fabio Passera

Dopo tantissimo lavoro e un confronto continuo con il territorio, questa sera siamo arrivati finalmente al traguardo.

Mi sembra di poter dire che la presenza massiccia di Comuni all’Assemblea dei Sindaci di ieri, abbia plasticamente dimostrato come sia stato promosso a pieni voti un lavoro fatto di continua condivisione e senza mai alcuna imposizione dall’alto.

Desidero ringraziare innanzitutto gli Uffici del Settore che hanno lavorato senza sosta, intuendo da subito quanto fosse importante questo risultato.
Non era né banale né scontato, e questo lo ricorderemo. Cito la dottoressa Lorenza Toson per citare davvero tutto il suo team, interno ed esterno all’Ente.

Grazie all’Architetto Maurizio Federici, che ha messo sul tavolo tutta la sua esperienza con gli Uffici della Regione, risultando fondamentale per il risultato finale, anche quando sembrava fosse difficile trovare una via d’uscita condivisa.

Con lui l’Architetto Giuseppe Barra, che ha presieduto in maniera impeccabile la Conferenza dei Comuni, delle Comunità Montane e degli Enti Gestori delle Aree Regionali Protette. E grazie anche al suo Vicepresidente, il Sindaco di Varese Davide Galimberti.

E non mi voglio certo dimenticare del Dirigente dell’Area Tecnica, l’Architetto Giuseppe Ruffo: coordinare nel quotidiano mille problematiche diverse e mantenere il timone dritto sull’obiettivo, non dev’essere stato per niente facile.

E dopo aver ringraziato il Presidente Magrini per l’incredibile determinazione con cui ha condotto in prima persona tutte le singole operazioni (anche a costo di qualche inevitabile amarezza, ma credo che questo fosse nel conto), voglio anche ricordare chi del nostro Gruppo ha lavorato – spesso nell’ombra – per portare a terra il risultato.
Mi riferisco a colui che probabilmente è il più preparato tra gli amministratori del Gruppo dei Civici e Democratici, e mi riferisco a Stefano Bellaria. Questo risultato è anche il suo, come grazie al Presidente della Commissione Tecnica Michele Di Toro.

Il nostro sarà un voto convintamente favorevole al provvedimento, sperando che questo sia un viatico anche per il futuro, per un modo di lavorare insieme che ha portato questa evidenti frutti, con una Maggioranza che certamente è ben lontana da aver esaurito la propria spinta riformatrice.

Da Capogruppo esprimo la convinzione che la strada anche per il prossimo biennio sia tracciata e non riesco a intravvedere una soluzione diversa da questo Presidente e dall’alleanza che ci ha portati fin qui.

Noi ci siamo, e vorremmo fosse chiaro fin da ora.

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