BUSTO ARSIZIO – Basilica gremita e pubblico incantato dalle straordinarie voci di Teresa Iannello e Stevie Biondi. Il concerto di Natale della Città di Busto Arsizio non Deluxe le aspettative. E il sindaco Emanuele Antonelli coglie l’occasione per tirare le somme di «un anno impegnativo», il decimo in fascia tricolore: «Busto è una città che merita tanto e in cui si vive bene. E ha più fiducia per superare i complessi di inferiorità che la frenano». E il “padrone di casa”, il Prevosto monsignor Severino Pagani, risponde alla domanda sul «perché» questo appuntamento si svolga ancora in Basilica.
Il concerto
Lei figlia della consigliera comunale Giuseppina Lanza, lui fratello del più noto e celebrato Mario Biondi. Ma Teresa Iannello e Stevie Biondi hanno fatto dimenticare le illustri parentele non appena sono saliti sul “palco” improvvisato di fronte all’altare della Basilica di San Giovanni. Con i loro timbri, così diversi ma caldi e complementari, e con le loro doti canore hanno conquistato il pubblico presentando – insieme all’orchestra diretta dal maestro Alessandro Cosentino al violino, con Tommy Roggero alla batteria, Francesco Cervellati al contrabbasso, Alessandro Betti alla chitarra e Luca Zannoni alla tastiera – un programma classico ma anche contemporaneo, natalizio ma non solo, che ha emozionato.
La Busto di Antonelli
Come ogni anno il pulpito del concerto di Natale è l’occasione, per il sindaco Emanuele Antonelli, di tirare le somme dell’anno che sta per concludersi, quasi una sorta di “Te Deum laico”, e di mostrare le prospettive per l’anno che verrà di fronte ad una platea che vede in prima fi «Busto è una città che merita tanto – le parole del sindaco – è una città in cui si vive bene, dove chi dimostra impegno e capacità non ha difficoltà a trovare lavoro e opportunità, dove non mancano occasioni di formazione e crescita, spazi di socialità, persone in grado di occuparsi delle fragilità e servizi per l’infanzia e l’adolescenza. Una città tutto sommato sicura, che ha gli anticorpi per combattere il degrado e l’indifferenza, una città che accoglie e in cui si torna. L’amministrazione ha cercato di camminare al passo della città». E Busto, per Antonelli, ha oggi «una maggior fiducia rispetto alle sue capacità, superando i complessi di inferiorità che a volte purtroppo la frenano». E nel 2026, ricorda il sindaco, «in vista c’è la conclusione delle opere e dei progetti avviati in questi anni, e l’ulteriore miglioramenti dei servizi». Un anno decisivo, a dieci dall’inizio del suo mandato: «La speranza è che il prossimo anno, al mio ultimo concerto di Natale in fascia tricolore, io possa dirvi che è andato tutto bene. So già che non sarà così al 100%, ma sono certo che non mancherà tutto l’impegno necessario». Non mancano i ringraziamenti: «Ai consiglieri» – le recenti tensioni ormai sembrano sopite – «e alla Giunta» – presente in forze, manca solo Paola Reguzzoni – ma anche «a chi critica in modo costruttivo» e in particolare «alle forze dell’ordine» – in prima fila i loro rappresentanti – e «ai volontari».
La riflessione di monsignor Pagani
«Non è solo tradizione e non è solo abitudine e convenienza»: il concerto di Natale in Basilica, sottolinea monsignor Severino Pagani, «aiuta a scoprire il senso di Dio, la profondità delle relazioni e la speranza del Giubileo».

Il concerto di Natale di Busto illumina la Basilica. Il sindaco pensa «a chi sta perdendo il lavoro»
