Piscina Varese, la chiusura è definitiva. Malerba: «Scelta dolorosa ma obbligata»

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Il cartello sul cancello della ormai ex comunale di Varese, che non riaprirà più come piscina

VARESE – La chiusura della piscina comunale di Varese è definitiva. Lo ha confermato l’assessore allo sport Stefano Malerba facendo seguito alla nota diffusa da Palazzo Estense lo scorso agosto in cui si annunciava la scelta dello stop ma senza dettagli sulle tempistiche. L’impianto, fermo da quest’estate, non riaprirà dunque i battenti. Malerba ha spiegato come si è giunti alla decisione. «Dolorosa – ha detto aprendo il suo intervento stasera, lunedì 15, in commissione Sport – ma la situazione era sotto gli occhi di tutti».

Malato terminale

«È un impianto sportivo storico e una struttura a cui noi tutti vogliamo bene – ha sottolineato – ma da qualche anno la tenevamo monitorata, ogni anno dobbiamo fare controlli statici e un sacco di interventi manutentori per cercare di prolungare una vita che ormai però è quasi da malato terminale per svolgere quell’attività. È una struttura pensata 65 anni fa, ma una piscina non può avere gli stessi anni di vita di una palestra di basket per umidità e utilizzo di prodotti chimici. Altre piscine nei dintorni hanno avuto una vita più breve». L’assessore ha spiegato che anche una verifica di Ats aveva mostrato parecchie mancanze. La concessione con l’attuale gestore, la Von, scadeva al 30 giugno 2026, ma il gestore ha mandato una disdetta a fine luglio. «Dicendo che non riusciva più a sostenere i costi e chiedendo di uscire dalla convenzione, avendo perso nel tempo circa il 30% dei corsisti». Passati da circa 1000 della stagione 2022 ai 300 dell’ultimo quadrimestre. L’impianto attuale non era inoltre omologabile per la serie B, traguardo raggiunto dalla squadra della Von, che sarebbe dovuta comunque emigrare per le partite. Con la comunale chiusa i più grandi si alleneranno a Ispra e giocheranno a Novara, i più piccoli si alleneranno alla Robur (che Malerba ha ringraziato per l’accordo siglato con la Von) e giocheranno a Ispra.

La questione dei tempi

Tra i lavori più importanti da fare alla piscina c’erano interventi sull’aerazione e problemi alle tribune che avrebbero richiesto una loro chiusura al pubblico. «Non siamo arrivati impreparati – ha detto Malerba – è iniziato da un po’ di anni un percorso sapendo che saremmo arrivati al giorno di stop di questa piscina: al Palaghiaccio le piscine funzionano molto bene e all’Aermacchi nascerà una piscina da 50 metri che potrà diventare 2 piscine da 25». Impianto di cui si attende ancora l’avvio dei lavori. «Se la Soprintendenza non ci fermava per un anno – ha osservato l’assessore – forse oggi i tempi tra la chiusura della piscina comunale e l’apertura di via Sanvito sarebbero stati più ridotti». Nelle parole delle opposizioni, in particolare di Stefano Angei (Lega) e Simone Longhini (Forza Italia) la critica all’operato dell’amministrazione. «Forse si sarebbe potuto intervenire anni fa con la volontà politica di investire in un bene così importante», ha detto il leghista. «Questa situazione testimonia la mancanza di programmazione che si è vista in tante altre partite dell’amministrazione in cui si arriva quasi al fatto compiuto dicendo che non ci sono alternative», l’intervento di Longhini. Gli fa eco Eugenio De Amici (FdI): «Ci troviamo spesso a giochi fatti». Critiche anche per un impianto pubblico che viene a mancare. Per Luca Paris (M5S) «forse si è persa l’occasione di far arrivare qualcosa dal Pnrr sulla piscina». Replica di Malerba: «Non c’erano così tanti finanziamenti a pioggia sullo sport».

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La commissione Sport dedicata alla piscina

Il futuro

L’assessore allo sport ha spiegato anche che come avvenuto durante la chiusura del Palaghiaccio per le società del ghiaccio «gli spazi acqua della Von verranno pagati dal Comune». Poi sull’idea del futuro di via Copelli: «Rimarrà come impianto sportivo, nessuno ha intenzione di farci altro. È una struttura che noi vogliamo preservare perché ha una storia per Varese, si prevede un abbassamento del piano vasca per lasciare quell’involucro che probabilmente andrà quasi tutto rifatto». Il Comune, come accennato ad agosto, sta pensando a destinarlo alla pallavolo. «In città la società con più tesserati si allena all’Anna Frank in una palestra scolastica, non ha uno spazio in cui iniziare a costruire qualcosa di bello. L’idea è di coinvolgere Sport e Salute e iniziare un percorso progettuale per trasformare quella struttura in un palazzetto di pallavolo come si deve». Ma l’idea non è definitiva: sarà approfondita in successivi incontri in cui si valuteranno anche altri possibili utilizzi, sempre in ambito sportivo.

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