VARESE – Dagli interventi finanziati dal Pnrr che procedono al nuovo Pgt che verrà. Con un unico fil rouge: la rigenerazione. A illustrare la visione per lo sviluppo futuro di Varese il sindaco Davide Galimberti e l’assessore alla rigenerazione urbana Andrea Civati, in occasione della commissione Urbanistica che si è riunita questa sera, mercoledì 19 novembre. Sul tavolo un concetto chiave ripetuto più volte: il consumo di suolo zero.
Il punto sul Pnrr
«Le opere Pnrr procedono in base ai tempi previsti e si completeranno entro le tempistiche che l’Unione Europea ci ha dato». Ha aperto così i lavori il sindaco Galimberti. «Gli interventi di rigenerazione pubblica – ha rimarcato – hanno una capacità espansiva di rigenerare delle parti della città andando nell’obiettivo di consumo di suolo zero». Quindi ha fatto il punto sulle opere in corso, a partire dall’ex macello. «Un intervento di cui si parlava da decenni: sono partite le bonifiche che indebolivano la rigenerazione». Quindi San Fermo, uno degli interventi più significativi dal punto di vista economico, dove sta nascendo un polo educativo e sportivo per la fascia di età 0-14 anni. Poi lo studentato di Biumo: «Una rigenerazione che porta ad una crescita del quartiere con una maggior sicurezza». Villa Baragiola, con spazi culturali e nuovi alloggi. E infine oltre 6 milioni di euro sul dissesto idrogeologico.
Consumo di suolo zero
La riunione si è svolta all’indomani della pubblicazione del rapporto preliminare del procedimento di valutazione ambientale strategica relativa al nuovo Piano di governo del territorio. E proprio della visione del futuro Pgt ha parlato l’assessore Civati, che ha ricordato le 5 città immaginate nel nuovo strumento urbanistico. A partire dall’ambiente: «Il tema sviluppato in modo più coraggioso», ha detto. Ed ecco che ritorna il tema del consumo di suolo zero. «Non solo per il sostanziale azzeramento del consumo di suolo, cioè dell’eliminazione di possibilità di nuove costruzioni su suolo non edificato – ha detto – ma anche sulla riattivazione del tessuto esistente con incentivi per aiutare la città a concentrare i propri sforzi di riattivazione sul tessuto costruito. Non è una città che si ferma perché non costruisce più su suolo libero, ma al contrario una città che continua a svilupparsi su quello che è il tessuto già costruito. Lo stesso abbiamo fatto col Pnrr concentrandoci su immobili non utilizzati o poco utilizzati». Il nuovo Pgt prevederà anche un indice urbanistico che andrà a misurare la qualità ambientale di ciascun intervento.
Le voci dei commissari
Quindi la parola ai commissari, a partire da Luca Paris del Movimento 5 Stelle che ha voluto far sua una formula dell’ex vicesindaco Daniele Zanzi. «3 alberi visibili da ogni finestra, 30% di superficie alberata per ogni quartiere di Varese e 300 metri di distanza da ogni casa a un parco pubblico: vorrei che questo venisse inserito nel Pgt». Il consigliere di Fratelli d’Italia Eugenio De Amici ha avanzato una richiesta. «Non calatecelo dall’alto il Pgt: solo per studiare documenti che il Politecnico di Milano ha confezionato ci vogliono mesi». Franco Formato di Varese Ideale ha parlato di viabilità: «Le piste ciclabili entrano in conflitto col traffico veicolare e sono percorse solamente dai rider, gli altri ciclisti sono comunque in strada. Questo aspetto andrebbe capito meglio in funzione del Pgt». Maria Grazia D’Amico di Progetto Concittadino si è soffermata sull’indice ecosistemico, mentre Domenico Esposito di Forza Italia ha espresso preoccupazione. «Parlo spesso con gli operatori del settore che mi dicono che non verranno più a costruire a Varese perché col nuovo Pgt ci saranno molti cavilli e lungaggini».
“Scelgo Varese”: una campagna racconta la città. Il nuovo Pgt parte dalla natura
pnrr pgt rigenerazione varese – MALPENSA24
