Polizia locale, le città capoluogo scrivono alla Regione. Varese chiede più fondi

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VARESE – I 12 assessori alla Polizia locale delle città capoluogo lombarde scrivono all’assessore alla sicurezza di Regione Lombardia Romano La Russa. Nella lettera viene proposta una piattaforma condivisa con cinque proposte operative in materia di sicurezza urbana. Che nascono – si legge nel documento inviato a Regione Lombardia – «dalla necessità, ormai urgente, di adeguare il quadro normativo e organizzativo che regola l’attività della Polizia Locale, chiamata oggi a svolgere funzioni sempre più complesse in materia di sicurezza urbana, prevenzione del degrado e presidio del territorio».

Il documento

E ancora: «I Comuni sottoscrittori ritengono imprescindibile che Regione Lombardia eserciti appieno la propria funzione in tema di sicurezza e Polizia Locale, assumendo un ruolo guida in un percorso condiviso di riforma e potenziamento del sistema delle Polizie Locali nei capoluoghi lombardi e di sostegno economico e organizzativo alle azioni dei Comuni capoluogo in materia di sicurezza e Polizia Locale». Nel documento firmato da tutti i 12 capoluoghi di provincia sono dettagliate proposte operative che vanno dall’aggiornamento del Regolamento regionale sugli strumenti di autotutela e quindi l’integrazione con un elenco aggiornato delle dotazioni autorizzate, le modalità di formazione e abilitazione all’uso e il necessario allineamento normativo al quadro nazionale. Inoltre gli assessori dei capoluoghi chiedono che vengano aumentate in maniera stabile le risorse regionali per la sicurezza locale.

Varese chiede più fondi

«Al momento – dice l’assessore alla Polizia locale di Varese Raffaele Catalano – le amministrazioni sostengono la maggior parte dei costi relativi a dotazioni, mezzi, sistemi di videosorveglianza e tecnologie, oltre che al personale di Polizia Locale e ai progetti di sicurezza urbana. Con questo documento chiediamo a Regione Lombardia di incrementare in modo strutturale i fondi destinati alla sicurezza urbana, garantendo un cofinanziamento stabile in particolare per le dotazioni tecnologiche, mezzi operativi e infrastrutture, oltre al sostegno alle assunzioni e ai costi di straordinario per il personale di Polizia Locale per i progetti di sicurezza urbana». Tra le altre proposte nel documento condiviso e inviato a Regione Lombardia c’è anche la richiesta che le Polizie locali possano avere l’accesso, attualmente precluso, alla banca dati Sdi (Sistema di Indagine Interforze), fondamentale per i controlli su persone, veicoli e documenti. Tra i 5 punti sottoscritti dagli assessori ci sono anche il potenziamento della formazione obbligatoria e regolare per operatori della Polizia locale e l’introduzione della figura dello street tutor, sulla base del modello emiliano-romagnolo, destinata a svolgere funzioni di prevenzione e mediazione nei contesti urbani più sensibili, in affiancamento alla Polizia Locale.

Il ruolo è cambiato

«La piattaforma sottoscritta da tutti gli assessori lombardi – prosegue l’assessore Catalano – contiene una serie di proposte concrete e operative in materia di sicurezza urbana perché su questo tema i comuni non possono essere lasciati soli. Il ruolo delle Polizie locali negli anni è cambiato e chiediamo a Regione Lombardia di sostenere le amministrazioni sia nei processi e nelle normative che cambiano e sia nelle risorse destinate ai comuni perché oggi, con i tagli sempre più frequenti dei trasferimenti, è sempre più difficile per le amministrazioni locali affrontare tutto con i bilanci comunali».

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