BUSTO ARSIZIO – Non solo la salvaguardia del prato di San Rocco, ma anche un’area verde estesa al parcheggio “della Giöbia” di via Einaudi e fino al vicolo Gambarana grazie alla realizzazione di un autosilo fuori terra dove oggi c’è il posteggio Venzaghi di Agesp. È il progetto che l’associazione PoliticaMente, fondata dall’ex assessore Salvatore Loschiavo, sottoporrà all’attenzione dell’amministrazione comunale sulla base del lavoro di alcuni studenti del liceo artistico (per il nuovo “giardino di San Rocco”) e degli architetti Daniele Geltrudi e Andrea Pellegatta (per l’autosilo).
La nuova vocazione di San Michele

Spiega Loschiavo: «Abbiamo ragionato sul “no” all’asfalto sul prato di San Rocco ma anche sulla vocazione del quartiere San Michele che è centro storico e non deve essere l’autorimessa del centro. In consiglio comunale è emerso una sorta di ripensamento sul nuovo posteggio anche se ufficialmente non c’è nessuna comunicazione in tal senso: ci fa ben sperare che sia stata presa in considerazione la volontà di una parte della cittadinanza, 2000 firme hanno un peso e il loro pensiero merita di essere ascoltato». E siccome l’incontro pubblico sul tema «non era stato di protesta, ma di approfondimento, studio e proposta», ecco che PoliticaMente è pronta a presentare «i progetti su quell’area sperando che possano essere germoglio di un ripensamento dello sviluppo di tutto il quartiere, con al centro le persone e la vivibilità». Non solo, anche l’ipotesi di un ricorso al Tar contro la delibera sul posteggio sul prato di San Rocco è stata «definitivamente archiviata – chiarisce Loschiavo – mi fido delle parole del sindaco».
L’autosilo

La nuova proposta forte per ridisegnare quel comparto di città poggia sul progetto di un autosilo da 250 posti da collocare dove oggi c’è il parcheggio Agesp “Venzaghi”, tra via Einaudi e corso Europa. «Non siamo contro le macchine ma contro il modo in cui si fanno parcheggiare coprendo san Michele di auto in sosta – spiega l’architetto Daniele Geltrudi – l’autosilo soddisferebbe le esigenze attuali, dato che ci sono 53 posti nel parcheggio Venzaghi e 110 in quello Einaudi, più 48 potenziali del nuovo parcheggio di San Rocco oltre a quello privato chiuso. In tutto circa 210 posti. Dicono che un autosilo è brutto? Dipende come lo si fa. Ma se tutte le macchine venissero concentrate lì avremmo la possibilità di trasformare a verde tutta l’area dal prato di San Rocco al posteggio della Giöbia fino al vicolo Gambarana». Un’ipotesi, aggiunge l’architetto Andrea Pellegatta, che «permetterebbe di ridurre lo sbalzo termico provocato dall’asfalto, che incide fino a circa 8 gradi in estate, e sarebbe al centro di un auspicabile servizio di trasporto pubblico con bus elettrici sugli assi stazione-cimitero e ospedale-Borsano», oltre a «stimolare uno sviluppo della città verso ovest, con San Michele che oggi è caratterizzato da molti “buchi neri”, i vuoti urbani delle aree industriali dismesse». Il progetto, aggiunge Loschiavo, liberebbe anche la possibilità di «far costruire al privato proprietario del parcheggio chiuso, che potrebbe contribuire cedendo parte della sua area per il verde».
Il “giardino di San Rocco”

L’altro progetto che fa parte del “pacchetto” che PoliticaMente recapiterà a Palazzo Gilardoni è quello che alcuni giovani di PoliticaMente, che frequentano il liceo artistico Candiani – Francesco Colombo, Benedetta Pozzi Marzorati e Riccardo Policetta – hanno predisposto per la valorizzazione del “prato di San Rocco”. Il disegno prevede alberi (gli studenti pensano alle «stesse essenze usate in via Cavallotti»), sentieri pavimentati e sedute – «in porfido bianco, per fare da contrasto con il porfido rosso della chiesa» – ma anche una fontana. Il tutto «per creare aggregazione e un luogo in cui incontrarsi, passeggiare con il cane e fare un picnic sul prato». Con l’idea di fondo, che gli architetti promuovono in pieno, di creare un cannocchiale prospettico verso la chiesa grazie al corridoio alberato. «Non siamo d’accordo nella realizzazione del parcheggio, esteticamente non bellissimo e non necessario – spiegano – l’area verde è da mantenere, perché il parcheggio coprirebbe la bellezza della chiesa e della villa Radetzky, e il parco permetterebbe l’incontro e la socializzazione, che in certe zone della città mancano».

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