VARESE – «In dieci edizioni di Pride a Varese, mai un sindaco ha partecipato alla manifestazione. Non l’ha fatto Fontana e non è mai venuto il sindaco Davide Galimberti che è del PD». E’ un passaggio di una lettera, a firma del presidente Giovanni Boschini, che Arcigay Varese ha inviato a tutti i vertici cittadini, provinciali dei dem. E perfino ad Elly Schlein, per manifestare il disappunto, non sulla concessione di patrocinio che è arrivata, ma sull’assenza all’iniziativa in programma domani, sabato 19 luglio.
Galimberti mai presente al Pride
Quella scritta dal presidente Boschini è una lunga lettera in cui Arcigay Varese sottolinea come da un lato non sia mai mancato da parte dell’amministrazione a targa PD il patrocinio, la presenza di alcuni esponenti di giunte di Consiglio, ma dall’alto evidenzia che in tutti questi anni il sindaco Davide Galimberti non ha mai fatto segnare una sua presenza al colorato corteo del Pride.
Corto circuito
Boschini poi ricorda proprio che il sindaco di Varese è esponente del partito democratico, realtà che sotto la guida di Elly Schlein ha premuto il piede sull’acceleratore sul tema della difesa dei diritti individuali e conclude che il sostegno istituzionale con la concessione del patrocinio e la contemporanea assenza possano creare un cortocircuito ideologico.
Boschini, infatti, sostiene che la costante assenza dei massimi rappresentanti istituzionali locali rischia di «indebolire il messaggio complessivo del partito, generando confusione tra la base e nelle persone che guardano al Pride come a un momento di visibilità, rispetto e riconoscimento».
Insomma, gli organizzatori del Pride premono, tanto che nel discorso tirano dentro anche Marco Magrini, presidente della Provincia, che da sempre ha fatto una serie di distinguo tra il corteo e le iniziative culturali, negando anche il patrocinio.
