BUSTO ARSIZIO – Sono cinque le tombe messe all’asta nei cimiteri di Busto Arsizio. Quattro al Monumentale di via Favana e una a Sacconago, per una base minima di offerta che va dai 6500 ai 23mila euro, a seconda del numero di loculi. «È la prima volta che viene fatto un bando per l’asta delle tombe – rivela l’assessore delegato ai cimiteri Mario Cislaghi – dobbiamo provare per capire se c’è richiesta. Ci sono diverse tombe vincolate nella parte storica del cimitero Monumentale che ormai sono rimaste senza concessione».
L’asta
La procedura, avviata oggi, 24 novembre, con la pubblicazione del bando, si concluderà subito prima di Natale. Per presentare un’offerta di subentro nella concessione della durata di 33 anni, occorre recapitare una PEC entro e non oltre le 12 del 23 dicembre, versando un deposito cauzionale del 20% del valore alla base dell’asta. Si tratta di tombe a terra – quattro nel cimitero principale e una in quello di Sacconago – rientrate nella disponibilità patrimoniale del Comune dopo che la concessione è scaduta da anni. Le tombe sono state liberate e comprendono anche il monumento.
Il test
«Dobbiamo provare con le aste per capire se c’è richiesta – ammette l’assessore Cislaghi – per poi eventualmente proseguire con altre tombe che sono state “abbandonate”, altrimenti la parte vecchia del cimitero principale è destinata a “morire”». Poi ci sarebbe l’altro grande capitolo delle cappelle, più difficili da “piazzare” per una questione di dimensioni: l’esempio più eclatante è la storica cappella della famiglia Ottolini Tosi – ai tempi proprietari del Cotonificio Bustese – che ha 80 posti al suo interno. «Con le cremazioni in aumento – aggiunge Cislaghi – c’è più richiesta di loculi e cellette, non più di tombe».
Il caso dei rinnovi
Il tema era stato oggetto di controversia in una recente seduta di commissione, con il consigliere di Fratelli d’Italia Max Rogora che aveva sollecitato – con i suoi modi coloriti – ad accelerare le procedure per le aste. Ma sulle tombe con la concessione scaduta è al lavoro da tre mesi una commissione che si sta occupando della ricerca degli eredi dei titolari: sono già partite 400 raccomandate ai parenti dei defunti per capire se qualcuno ha intenzione di rinnovare la concessione. Con risposte per ora piuttosto scarse. Il rischio è di ritrovarsi con diverse tombe “vuote”: e per rimetterle all’asta toccherebbe sempre al Comune intervenire per liberarle.
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