Pro Patria: benedetta Primavera. Bassi ha il pallino, Estrella torna in gioco

BUSTO ARSIZIO – Che fretta c’era, benedetta primavera!

La storica impresa della Primavera 3, in grado di aggiudicarsi al “Mirabello” di Reggio Emilia la Supercoppa Dante Berretti (dopo la già straordinaria promozione in Primavera 2), ha riacceso prepotentemente i riflettori sul mondo Pro Patria.

L’Assessore allo Sport di Busto Arsizio Luca Folegani ha voluto intervenire appositamente per elogiare il risultato ottenuto dai tigrotti di Massimo Sala, al termina di una stagione – quella biancoblù – fra luci (quelle della Primavera) e ombre (quelle della prima squadra):

Ci tenevo a ringraziare questi giocatori che hanno capito e spiegato a tutti cosa significa indossare la casacca biancoblù. La maglia della Pro ha un peso: va onorata e rispetta, proprio come hanno fatto questi ragazzi. Che sia da monito a chi la indosserà in futuro…

Massimo Sala problem solving

Ma se il campo (a livello giovanile) ha regalato una delle poche certezze della stagione biancoblù, dietro le scrivanie restano le incertezze, almeno apparenti.
All’indomani dei meritati festeggiamenti di questi splendidi ragazzi e del loro allenatore (quel Massimo Sala “problem solving” che avrebbe meritato eccome la panchina della prima squadra, negata chissà perchè…) l’attenzione sul fronte tigrotto torna inevitabilmente a concentrarsi sull’intricata (almeno dall’esterno) questione societaria biancoblù. Perché il futuro, che in realtà è già il presente, continua a dipendere dalle scelte che verranno (finalmente) ufficializzate nei prossimi giorni.

Questo matrimonio non s’ha da fare

Il matrimonio sportivo con la Varesina della famiglia Di Caro, che sembrava poter rappresentare una soluzione di prospettiva per il territorio (la Pro Patria avrebbe potuto ampliare la propria influenza, consolidando un asset strategico oltre i confini della Valle Olona e creando una filiera tecnica di assoluto interesse), si è interrotto a un passo dall’altare, dopo mesi di preparativi con tanto di lista nozze già pronta, forse non del tutto condivisa.

Cerino o pallino?

Fra moglie e marito non mettere il dito, dice il proverbio. Pertanto ci limitiamo a registrare il mancato sì, guardando avanti anche perché ora il pallino del gioco (per alcuni il cerino, per noi pallino) passa – o meglio resta – nelle mani di Luca Bassi, chiamato – per via di un diritto di prelazione da esercitare – ad evitare che la Pro Patria possa finire in mani non gradite dalla piazza, stante la proposta pervenuta alla presidentessa Patrizia Testa, detentrice del 51% delle quote, ma con le dimissioni già rassegnate.

Seconda stella a destra

Rebus sic stantibus, la strada – come cantava Bennato (“seconda stella a destra, questo è il cammino…”) – appare una sola per Luca Bassi: legarsi ad un partner gradito col quale condividere (e forse qualcosa in più ripensando al “pacchetto completo” Varesina) le linee guida. Una premessa di fondo che fa quindi tornare con forza sulla scena il nome di Estrella Football Group, la holding olandese che era stata la prima realtà a manifestare concretamente il proprio interesse nei confronti della Pro, salvo poi assumere una posizione più defilata, a seguito di una risposta non arrivata nei tempi desiderati. Quello che sembrava insomma un passo indietro potrebbe in realtà essere stato soltanto un arretramento di facciata, destinato a lasciare presto spazio all’accordo. Le ultime indiscrezioni suggeriscono infatti che l’intesa tra Bassi ed Estrella – favorita dalla presenza di alcune figure professionali particolarmente gradite al manager bustocco-londinese – possa essere ormai a un passo dalla fumata bianca, come insegna proprio l’Olanda.

Una diaspora da evitare

Una fumata che permetterebbe così di sbloccare una volta per tutte l’attuale empasse societaria biancoblù, consentendo così alla Pro Patria di iniziare finalmente a programmare il proprio futuro, anche a livello giovanile dove – in attesa di segnali chiari e univoci (nella scorsa stagione, all’indomani della retrocessione ai playout in quel di Vercelli, il responsabile del vivaio Giovanitti convocò tutte le famiglie) – si rischia la diaspora dei gioiellini biancoblù. Non è infatti un mistero che diversi club – dal Renate all’Alcione, passando per la Giana Erminio e la Caratese – hanno già iniziato a bussare alle porte biancoblù, così come molti genitori stanno richiedendo (al momento senza risposta) i nullaosta.

Una società da rifondare

In questo quadro generale, in cui ci sono pure le onerose scadenze federali di giugno da onorare (ma per Bassi, ad onor del vero, non sono mai state un problema), sul tavolo biancoblù di via Ca’ Bianca restano decisioni fondamentali da prendere: la scelta del direttore sportivo (al di là del Ticino si fa strada il nome di Casella, al di qua quello di Lamazza), quella del direttore generale (in zona ci sono Asmini, Scandroglio, Scapini e Gorrasi) e soprattutto quella dell’allenatore (il profilo giusto per la piazza sarebbe Luciano Foschi, ma già iniziano a circolare i nomi di Davis Mangia, Roselli, Novelli, Baldini, Sassarini ecc) che dovrà guidare la ripartenza, dopo la dolorosa retrocessione in Serie D.

Aspettando un’altra impresa

Sempre che Luca Bassi – sì sempre lui – riesca nell’impresa impossibile di ottenere il ripescaggio in serie C: pratica sicuramente onerosa, sicuramente complicata (la Virtus Verona, maledettamente non superata dai tigrotti in campionato, potrebbe fare l’oste), ma non impossibile, anche per non vanificare l’altra impresa impossibile (divenuta invece splendida realtà) dei ragazzi della Primavera 3. Questi ragazzi se meritano la serie C!

Un sorriso per la Pro Patria: la Primavera 3 alza la Supercoppa “Dante Berretti”

Pro Patria Primavera Bassi Estrella – MALPENSA 24
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