Pro Patria-Caldiero: 0-0 con contestazione. Caniato torna sulla panchina biancoblù

BUSTO ARSIZIO – Poveri noi! La Pro Patria non riesce a vincere lo scontro salvezza col Caldiero Terme del tecnico part time Cristian Soave, centrando uno striminzito e misero 0-0 che muove sì la classifica, ma che non inverte certo il trend di una stagione sempre più deludente e sconfortante, con tanti colpevoli.
Davanti all’ex portiere tigrotto Max Caniato, presente in tribuna (così come a Lecco) e a questo punto in predicato di “assecondare” in panchina Massimo Sala giunto a fine deroga, i bustocchi – con Mehic e Pitou proprio non in giornata – offrono una prova sotto tono e con zero mordente, non riuscendo nemmeno a segnare alla peggior difesa dell’intero calcio professionistico.
Pensare di non retrocedere con simili prestazioni è davvero difficile, anche se la speranza nei playout è l’ultima a morire. Così come la pazienza che gli ultras – fattisi sentire in maniera inequivocabile – hanno iniziato a perdere.
Ma per i processi ci sarà tempo, ora bisogna remare tutti dalla stessa parte per salvare il salvabile, pur consapevoli che servirà un’impresa .

1° tempo: Alcibiade nel grigiore

Con Bashi per Reggiori e Mehic per Ferri, i tigrotti – sempre privi dei lungo degenti Travaglini, Lombardoni e Sassaro – vanno vicinissimi al gol al 18′, quando Alcibiade colpisce di testa dall’arietta, ma il portiere Crespi compie il miracolo. La Pro prova a fare la partita, ma non riesce a cambiare marcia, anche perché Pitou e Mehic non sembrano in giornata, a differenza di Beretta l’unico a spiccare nel grigiore. Grigiore da cui si fanno persino vedere i più vivaci gialloverdi veronesi del Caldiero che, al 40′, si divora il gol con Gattoni, sull’ennesima dormita biancoblù.

2° tempo: nessun tiro in porta

All’intervallo a reti inviolate, fra i fischi e i cori (fuori i…) del pubblico, nella ripresa – con Ferri (finalmente) in campo per Nicco – mister Sala, dopo aver concesso un’ora di nulla o quasi a Pitou e Mehic, li toglie dalla disperazione, inserendo Terrani e Mallamo, il cui primo spunto (palla di poco alta sopra la traversa) scalda il pubblico di casa. Gli ultras si fanno sentire a loro modo (anche la pazienza, del resto, ha un limite) nella speranza di generare una reazione che purtroppo genera solo un insidioso cross del neo entrato Toci su cui nessun giocatore biancoblù arriva al tap-in. Finisce 0-0 fra la contestazione.

Le pagelle: si salvano in pochi

Rovida 5.5; Bashi 5.5, Alcibiade 6, Coccolo 5.5; Somma 5.5, Mehic 5 (13′ st Mallamo 6.5), Nicco 6 (1′ st Ferri 6), Piran 6 (35′ st Barlocco sv); Pitou 5 (13′ st Terrani 6); Beretta 6.5 (40’st Toci 6), Rocco 5.5. All. Sala 5

Auguri Pro, auguri Carletto

Venerdì è stato il compleanno della Pro Patria (106 di storia e di gloria: auguri Pro Patria), una ricorrenza celebrata con un cortometraggio ad hoc da far girare nelle scuole cittadine, ma oggi, sabato 1 marzo, in casa biancoblù è ancora festa: spegne 91 candeline Carletto Regalia, un’autentica bandiera tigrotta capace di ricoprire in biancoblù tutti i ruoli: prima da calciatore con 112 presenze e 13 reti, poi come allenatore (a 29 anni aveva già conseguito – mentre giocava – il patentino di prima categoria a Coverciano) ed infine come direttore sportivo, scoprendo talenti del calibro di Luciano Re Cecconi, Alessandro Nesta, Nicola Ventola, Paolo Di Canio, Gianluca Zambrotta e un certo Antonio Cassano. “Busto (dove da bambino venivo in bicicletta da Casorate per vedere le partite dei tigrotti) e la Pro Patria (dove la mia storia era iniziata in salita dovendo sostituire un idolo indiscusso come Calloni) sono e saranno sempre nel mio cuore”. A questo link di bustocco.it, la scheda speciale dedicata al grande Carletto Regalia.

Daghidaponta, Cecotti, Amadeo: eppur si muove

Complice la situazione di classifica, con i tigrotti seriamente a rischio retrocessione, a Busto Arsizio qualcosa si sta finalmente muovendo. La paura di vedere il simbolo sportivo della città sprofondare nei dilettanti ha innescato un significativo moto d’orgoglio generalizzato e bipartizan, dove sia la politica (apprezzatissimo l’augurio dell’europarlamentare Isabella Tovaglieri, così come le iniziative avallate gli Assessori Luca Folegani e Matteo Sabba e dai consiglieri Orazio Tallarida e Alessandro Albani), sia la tifoseria (pronta a ritornare in campo col Daghidaponta) sono finalmente ritornate a farsi sentire, nonostante qualche ostacolo di sorta, dai soliti amici degli amici. Ora – mentre si sono finalmente mosse anche i primi passi per l’intitolazione dei distinti coperti ad Andrea Cecotti, della tribuna laterale bianca a Giancarlo Amadeo e della curva a Raffaele Carlomagno – è giunto il momento che anche il Pro Patria Museum si dia una mossa o si faccia almeno sentire: c’è una storia, gloriosa, da preservare.

Marani… altro che squadre B

La presidenza in seno alla LegaPro di Matteo Marani, già imbattutosi nella figuraccia della referee cam (annunciato ma subito bocciata dall’Ifab), rischia di incappare in un altro scivolone, viste le situazioni di Taranto, Turris e Lucchese. Pensare di risolvere i problemi della categoria riducendo le squadre al via (da 60 a 40) o ampliando le squadre B (l’anno prossimo sotto con l’Inter) è la soluzione più comoda (specie per le casse) ma non la più lungimirante. Di fronte ad un prodotto calcio che la Lega ha ormai trasformato in un prodotto tv, continuiamo a chiederci quale share possano mai avere le gare di Renate, Caldiero, Arzignano, Giana, Alcione, Virtus, Legnago e  Lumezzane. Non vogliano certo sminuire i meriti sportivi acquisiti sul campo, ma se la Lega vuole fare una rivoluzione sensata, fra dilettanti e non, forse è arrivato il momento di considerare di aprire il calcio prof a club con bacini d’utenza di almeno 30/35mila abitanti. Vedere nei dilettanti realtà come Varese, Legnano, Livorno, Piacenza, Sambenedettese, Pavia, Nocerina, Reggina, Ravenna, Siena, Pistoiese, Ancona, Teramo, L’Aquila, Fano, Prato ecc, non ha davvero senso.

Il tabellino

Pro Patria-Caldiero Terme: 0-0

PRO PATRIA 1919 (3-4-1-2): Rovida; Bashi, Alcibiade, Coccolo; Somma, Nicco (1′ st Ferri), Mehic (12′ st Mallamo), Piran (35′ st Barlocco); Pitou (12′ st Terrani); Rocco, Beretta (40′ st Toci). A disposizione: Pratelli, Reggiori, Curatolo, Palazzi, Citterio, Renault, Cavalli, Vaglica. Allenatore: Sala.

Caldiero Terme (4-3-2-1): Crespi; Mazzolo, Pelagatti, Nessi, Pelamatti; Gattoni, Filiciotto, Florio (27′ st Mondini); Fasan (44′ st Molnar), Zerbato (17′ st Marras), Cazzadori (27′ st Caccavo). A disposizione: Kuqi, Aldegheri, Parodi, Gecchele, Riahi, Gobetti, Molnar, Lanzi, Squarzoni, Cisse, Scappini. Allenatore: Soave.

ARBITRO: Fabio Rosario Luongo della sezione di Frattamaggiore (Russo, Mambelli; Radovanovic)

NOTE – Giornata fredda e umida. Terreno in discrete condizioni. Spettatori: 800 ca. Ammoniti: Mehic, Pelegatti, Bashi, Nassi. Calci d’angolo: 3-1. Minuti di recupero: pt 0′, st 4′

Next match: domenica a Trento

Domenica 9 marzo, ore 15, appuntamento allo stadio “Briamasco” di Trento, dove i tigrotti di Massimo Sala (in scadenza di deroga: al suo posto Caniato) proveranno a conquistare punti vitali sul cammino della salvezza. Una partita molto sentita e partecipata sul fronte tifosi, in virtù del gemellaggio esistente fra le due tifoserie. Da Busto – oltre al pullman già allestito dagli ultras – si sta organizzando la trasferta: per info e prenotazioni 3470930411.

Busto, i distinti dello Speroni intitolati ad Andrea Cecotti. Via libera bipartisan

Pro Patria Caldiero Caniato – MALPENSA 24
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