BUSTO ARSIZIO – Fine d’anno: tempo di bilanci, di pagelle e di speranze. Il 2 gennaio riaprirà ufficialmente la finestra invernale del calciomercato, con la Pro Patria che, oltre a depositare il contratto del 29enne laterale mancino Luca Barlocco (svincolato con oltre 200 presenze fra i prof), non potrà fermarsi. Dovrà correre ai ripari per rinforzare ulteriormente una rosa (fra i nomi caldi anche quello dell’attaccante Cristian Bunino) che vedrà – giocoforza – anche delle uscite (Ferrario? Curatolo? Frattini?).
In attesa delle ufficialità, ripercorriamo nel frattempo la (negativa) prima parte della stagione dei biancoblù di mister Riccardo Colombo, attualmente quartultimi in graduatoria, ma attesi domenica 6 gennaio (ore 15) dall’importantissima gara casalinga contro la Giana Erminio degli ex Renda e Avinci.
Promossi
Bashi 7: Rischiava di essere l’anello debole della difesa, in realtà è stato il punto fermo, per presenze (20 su 20 in campionato), affidabilità (mai sostituito) e anche gol (2).
Nicco 6/7: In estate aveva rischiato di rientrare nella rivoluzione della vecchia guardia: per “fortuna” è rimasto. La sua personalità è merce rara, il suo gol a Caravaggio è da cineteca.
Alcibiade 6,5: Ci limitiamo ad una sufficienza abbondante, perchè Alcibiade nel 2025 dovrà essere ancor di più quel leader carismatico di cui la Pro Patria ha bisogno come il pane.
Sassaro 6+: Per non rischiare che si possa montare la testa, al ragazzo diamo solo la sufficienza piena. Ma per i piedi educati e la visione di gioco ha fatto intravedere di poter essere un calciatore di serie C, e forse non solo. Sempre che il ginocchio non torni a tormentarlo…
Piran 6+: Non ha la gamba per essere un classico esterno di fascia, ma da mezz’ala ha saputo sacrificarsi ed adattarsi in fascia, in un ruolo in cui la Pro era sprovvista. E partita dopo partita non ha mai deluso.
Rovida 6+: Non siamo mai stati suoi grandi estimatori, ma con altrettanta oggettività dobbiamo riconoscere che l’ex Inter – riscattato a titolo definitivo dalla Pro Patria – si è ben difeso fra i pali (en plein di presenze) indossando finalmente (a Renate) anche la maglia biancoblù.
Ferri 6: I chilometri che macina in campo non mentono, l’impegno non manca mai, ma da capitan futuro è giusto attendersi qualcosa in più: in gol e soprattutto in personalità.
Reggiori e i non giudicabili – Hanno giocato poco, forse anche troppo poco per meritarsi un vero giudizio (così come per Citterio, Vaglica, Renault e Ferrario), ma quando sono stati chiamati in causa, hanno risposto comunque presente.
Rimandati
Pitou 5.5: In rapporto al suo sconfinato talento, per rendimento dovrebbe probabilmente rientrare fra i bocciati (il gol divorato a Lumezzane fa ancora pensare…). Ma un giocatore del genere resta un lusso per la serie C: la Pro non può farne a meno. Non riuscire ad utilizzarlo/valorizzarlo deve far riflettere.
Mallamo, Mehic 5.5: Due centrocampisti dalle caratteristiche totalmente diverse, ma due giocatori che hanno potenzialmente le carte in regola per poter sfondare: Andrea per consacrarsi in serie C, strizzando magari l’occhio ad un futuro più ambizioso; Amir (quanto pesa il gol fallito con la Pro Vercelli) per essere una dei tanti giovani rivelazione della stagione biancoblù.
Beretta 5.5: A parte il rigore horror a Caravaggio, quando ha potuto giocare (troppo poco purtroppo) ha dimostrato di essere un attaccante indispensabile per questa Pro Patria. Ma da un calciatore che ha calcato – non a caso – la serie B, ci si aspetta più leadership (vedasi il penalty non calciato con la Pergolettese).
Toci 5.5: Se non fosse un attaccante, probabilmente saremmo qui a parlare di un giocatore unico per impegno, dedizione e spirito di sacrificio. Ma Toci è un attaccante: e non aver segnato nemmeno un gol in 18 partite è un problema.
Bocciati
Terrani, Palazzi 5+: Li mettiamo fra i bocciati, e non fra i rimandati, perché da due calciatori come loro – calciatori non giocatori… – è giusto pretendere di più. Terrani ha le qualità tecniche per fare tutto (gol e assist); Palazzi ha l’esperienza per essere un leader come visto (solo) nella gara col Padova: troppo poco.
Somma, Cavalli, Curatolo 5+: Per motivi diversi (chi per eccessivo d’utilizzo, chi per esigenze, chi per sopravvalutazione) non sono mai riusciti a convincere del tutto, esprimendo prestazioni troppo discontinue in relazione all’impegno (sempre massimo) tenuto.
Turotti 5: Le nostre perplessità sul calcio mercato estivo, sugli esterni ed in attacco (alla luce soprattutto delle uscite di Castelli e Ndrecka), si sono purtroppo rivelate fondate. Gli infortuni hanno sicuramente avuto il loro peso specifico, ma l’arrivo di Beretta all’ultimo giorno di mercato – per logiche facilmente intuibili – ha avuto l’effetto di un boomerang. Per fortuna c’è tutto un girone di ritorno per rimediare: la dichiarazione d’intenti nel post partita di Meda è una garanzia. Il primo acquisto nel mercato di riparazione (l’esperto laterale mancino Luca Barlocco, in giovanissima età promessa dell’Atalanta) un segnale importante.
Colombo 5: Dopo la gavetta dello scorso anno, con diverse partite da anticalcio, la squadra – sotto il profilo del gioco – ha oggettivamente compiuto passi avanti, ma alla fine contano i numeri: e sebbene la Pro non sia da 18 punti, la classifica non ha scusanti. Undici gare senza vittorie (2 sole vittorie casalinghe nell’anno solare 2024) sarebbero valse l’esonero ovunque.
Proprietà 5: A giocare col fuoco, prima o poi ci si scotta. La vice presidentessa Stefania Salmerigo ci ha messo sempre la faccia, ma la proprietà – seppur legittimamente stanca dopo dieci anni di conduzione – deve fare la proprietà. Il professionismo ha degli standard minimi, al di sotto dei quali si ritorna fra i dilettanti.
Novara-Uyba: 3-0. Busto, niente Final 4: il derby di Coppa Italia è della Igor
