In Regione il Ptcp della Provincia di Varese. «Modello per la Lombardia»

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L'incontro sul Ptr a Milano: primo a sinistra il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini

MILANO – Il Ptcp (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) della Provincia di Varese rappresenta un esempio di pianificazione innovativa e partecipata per l’intera Lombardia. È quanto ha sottolineato il vicepresidente dell’Unione delle Province Lombarde e presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, intervenendo oggi – mercoledì 24 giugno –  al convegno “Piano Territoriale Regionale – Strumenti e strategie per la Lombardia”, promosso dalla Regione a Milano.

Il rapporto tra gli enti

Nel suo intervento Magrini ha evidenziato il valore della collaborazione istituzionale tra Regione, Province e Comuni nella costruzione delle politiche territoriali, sottolineando come il nuovo Piano Territoriale Regionale (Ptr) rappresenti una vera e propria bussola strategica per affrontare le grandi sfide contemporanee: dalla transizione ecologica alla riduzione del consumo di suolo, dalla rigenerazione urbana alla coesione territoriale. «Il rapporto tra Regione e Province funziona perché si fonda su una sussidiarietà concreta e su un dialogo continuo – ha affermato Magrini – Regione definisce le strategie e le visioni di lungo periodo, mentre le Province le traducono nella realtà dei territori, valorizzandone le specificità e accompagnandone lo sviluppo». 

L’esempio di Varese

Il vicepresidente di Upl ha quindi illustrato il percorso che ha portato all’adozione della revisione del Ptcp della Provincia di Varese, costruito attraverso un ampio processo partecipativo che ha coinvolto Comuni, Comunità Montane, Enti Parco, associazioni di categoria e portatori di interesse. «Abbiamo scelto di assumere i cinque pilastri del nuovo Ptr come struttura portante del nostro piano provinciale, aggiungendo un sesto pilastro dedicato all’ascolto e alla partecipazione. Ne è nato uno strumento che parla il linguaggio del Piano regionale, ma con il vocabolario del territorio varesino, capace di coniugare sviluppo, sostenibilità e qualità della vita», ha spiegato Magrini. Particolare attenzione è stata dedicata agli elementi di innovazione introdotti nel Ptcp, tra cui una visione strategica di lungo periodo, l’integrazione delle dimensioni socioeconomiche nella pianificazione territoriale e l’individuazione di Progetti Strategici Provinciali come strumenti concreti di attuazione delle politiche di sviluppo.

Il valore della pianificazione

«Il nuovo Ptr ci ha fornito non solo contenuti, ma soprattutto un metodo: una pianificazione visionaria, sistemica e multilivello che ha reso il nostro piano più innovativo, più flessibile e più vicino alle esigenze dei territori», ha aggiunto ancora Magrini. Concludendo il proprio intervento ha quinti ribadito il valore della pianificazione come strumento di governo del territorio e di costruzione condivisa del futuro: «L’esperienza maturata in questi anni dimostra che pianificare insieme è ancora possibile. La collaborazione istituzionale funziona e consente di costruire visioni condivise senza rinunciare alla ricchezza delle specificità locali. È questa la strada da seguire per affrontare le sfide dei prossimi anni». Il presidente dell’Unione delle Province Lombarde e presidente della Provincia di Monza e della Brianza Luca Santambrogio ha commentato: «Ritengo l’esperienza della Provincia di Varese un modello virtuoso, con aspetti innovativi davvero notevoli, sviluppato nell’ambito della proficua collaborazione in essere con Regione Lombardia. È la dimostrazione concreta di come le Province possano svolgere un ruolo fondamentale nella pianificazione di area vasta e nel raccordo tra le strategie regionali e le esigenze delle comunità locali».

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