VARESE – Non una semplice esposizione, ma un dispositivo critico che interroga lo statuto dell’immagine fotografica e il suo potere di ridefinire i confini dell’identità, della natura e del vivente. È questo l’obiettivo di “15 – La fotografia oltre l’umano” mostra nata dalla visione di Ilaria Pisciottani, giornalista, fotografa d’arte e presidentessa di New Format Art, che ha come tema centrale il concetto di transanimale, ispirato al pensiero di Hans Jonas: un invito a superare la rigida contrapposizione tra uomo e animale, tra cultura e natura, aprendo lo sguardo a una rete viva e interconnessa. L’apertura è fissata per domani, sabato 27 settembre, alle 17.30 alla CathArt Gallery di Varese dove si potrà visitare fino all’11 ottobre (martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 16.30 alle 18.30, sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19, domenica dalle 15.30 alle 19).
Una relazione attiva e dinamica con le immagini
Ad accompagnare il progetto vi sarà anche il prezioso contributo critico di Roberto Mutti, tra i più autorevoli critici e storici della fotografia in Italia, noto per la sua lunga attività come giornalista, curatore e docente: una riflessione che offrirà ulteriori chiavi di lettura e prospettive interpretative, arricchendo il dialogo tra le opere e il pubblico e collocando la mostra all’interno di un più ampio orizzonte culturale e storico-artistico.
Non a caso lo stesso Mutti invita a considerare questa mostra come un’esperienza che supera la sola osservazione visiva e apre a una relazione attiva e dinamica con le immagini: “‘La fotografia oltre l’umano’ non è una esposizione da osservare solo spostando l’attenzione da un’opera all’altra perché richiede ai visitatori una partecipazione attiva, inducendoli a creare contatti, a stabilire analogie, a immaginare rimandi nella consapevolezza di essere comunque su una strada giusta per la semplice ragione che non ne esiste una sola”.
Gli autori selezionati
I quattordici fotografi selezionati – Matteo Abbondanza, Fabrizio Ceci, Michele Coccioli, Monica Cossu, Giuseppina Irene Groccia, Matteo Groppi, Sonia Loren, Alessio Marzola, Maria Cristina Pasotti, Ilaria Pisciottani, Alessandro Rovelli, Christine Selzer, Louis Selzer, Pier Paolo Tralli – sono stati scelti per l’originalità della visione, la coerenza del linguaggio e l’intensità del messaggio. Stampate in grande formato, le immagini si aprono oltre il perimetro del visibile, trasformandosi in visioni capaci di dissolvere i confini tra le specie e di restituire al nostro sguardo inedite sensibilità ibride e nuove narrazioni visive.
Il numero quindici simboleggia i quattordici artisti insieme a Carla Pugliano – artista che ospita il progetto nel suo spazio espositivo – e diventa emblema di un’armonia dinamica, di un’energia creativa che unisce forze naturali e volontà di trasformazione. Ogni immagine è un varco, uno spazio di riconoscimento reciproco tra umano e non umano, un atto poetico e morale che invita a guardare e sentire oltre i limiti della percezione consueta.
Il catalogo nel solco dell’eredità di Vasari
La mostra è accompagnata da un catalogo di ampio respiro, realizzato da Giuseppina Irene Groccia per quanto riguarda la parte di impaginazione e grafica e pubblicato da L’ArteCheMiPiace. L’opera offre generosi spazi alle fotografie, alle presentazioni degli artisti e della galleria, oltre a un’intervista inedita a Mutti. Concepito non solo come documento, ma come estensione della mostra, il catalogo prosegue l’eredità vasariana: così come Giorgio Vasari seppe coniugare biografia, descrizione e valutazione critica delle opere, questo volume valorizza il dialogo tra immagini, artisti e riflessioni, offrendo al lettore una lettura complessiva e approfondita dell’esperienza espositiva e proponendo al contempo uno spaccato attuale sui protagonisti della fotografia contemporanea. Il catalogo è dotato di codice Isbn ed è disponibile per l’acquisto su Amazon, garantendo così una diffusione ampia e accessibile.
Il museo a cielo aperto di Cannistrà
Il percorso di “15 – La fotografia oltre l’umano” non si esaurirà a Varese, ma proseguirà in Sicilia, dove le opere entreranno a far parte della collezione permanente del museo a cielo aperto di Cannistrà (Messina), nato dal progetto culturale “Nto menzu a na strada”. Qui, tra i paesaggi rurali e l’identità viva del borgo, le fotografie si radicheranno nello spazio pubblico, arricchendolo di presenze e significati e dando vita a un dialogo duraturo tra territori, linguaggi e comunità. È un invito a ripensare il nostro posto nel tessuto vivente del mondo e a riconoscere nella fotografia non soltanto un mezzo espressivo, ma una pratica di consapevolezza etica nel porre domande, poetica nel trasformarle in visioni e civile nel restituirle alla collettività come occasione di dialogo e di cambiamento.
A Varese la galleria d’arte di Carla Pugliano tra atelier e luogo di ispirazione
