Remigrazione e cose dell’altro mondo

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Gallarate, manifestazione in piazza dell'estrema destra

Sembra voler svicolare Emanuele Antonelli, sindaco di Busto Arsizio, sul tema della remigrazione. In merito alla serata (venerdì 5 giugno) ospitata da Comunità Giovanile e organizzata da gruppi dell’estrema destra per presentare il progetto di legge che va sotto il nome “Remigrazione e Riconquista”, se la cava affermando che si tratta di un’iniziativa privata.:“Il Comune non c’entra”. Eppure, soltanto un anno fa, nei giorni del discusso Remigration Summit tenuto a Gallarate aveva dichiarato che mai avrebbe voluto “certi personaggi” nella sua città. Di più, ad ottobre aveva condannato una scritta su un muro inneggiante proprio alla remigrazione, classificandola come indecente: “Sono pronto a pagare di tasca mia la sua cancellazione”. Commendevole.

Che cosa è successo nel frattempo? Nulla più di circostanze della politica che cambiano gli atteggiamenti a secondo dei momenti e delle opportunità. Chi rimane ferma sulle proprie posizioni è Isabella Tovaglieri, europarlamentare leghista, che difende il diritto di esprimere concetti e idee “come stabilito nella Costituzione”. Intransigente e tranchant contro la sinistra che contesta e protesta, Tovaglieri è coerente nelle sue scelte fin dal maggio del 2025 quando partecipò all’adunata gallaratese di sovranisti ed estremisti europei, difendendo i contenuti di quell’incontro dal sapore, secondo i suoi numerosi detrattori, razzisti. “Tovaglieri, la più vannacciana dei leghisti” commenta (o maligna?) qualcuno.

In solido, che cos’è la remigrazione? C’è chi la considera una sorta di “deportazione soft”. Il termine indica il rientro, volontario o forzato, di persone immigrate, nei loro Paesi d’origine. Nel dibattito politico europeo, viene spesso utilizzato come eufemismo dall’estrema destra per indicare l’espulsione o la deportazione di massa di stranieri, inclusi i loro discendenti (seconde e terze generazioni). Insomma, via tutti a difesa delle nostre identità e della nostra cultura. La proposta di legge tende a “normalizzare” il fenomeno migratorio, considerato dai promotori della nuova normativa “disastroso e deleterio per le nazioni e per i popoli”. Soluzione? Tutti a casa.

Che l’immigrazione sia un problema non c’è dubbio, che vada gestita con razionalità è altrettanto vero. Certo, gli stranieri che delinquono vanno rimandati a casa loro, ci mancherebbe. Ma per questo servirebbero norme meno farraginose delle attuali: sbagli, sali su un aereo e ritorni da dove sei arrivato. La remigrazione è un’altra cosa. Poggia su basi xenofobe, su una visione inaccettabile del problema. Che non significa capitolare di fronte all’Islam, ci mancherebbe. Qui il discorso si allarga, prende strade tortuose che ci porterebbero lontano, in territori etici, umanitari e, perché no, di opportunità sociali. Chi ha visto alcuni anni fa il film di Francesco Patierno, Cose dell’altro mondo, con Diego Abatantuono, se vuole può capire. La pellicola raccontava il clamoroso disagio di una cittadina veneta che si è ritrovata all’improvviso senza extracomunitari. “Uno tsunami purificatore” come invocato dal protagonista. Un disastro per i cittadini italiani rimasti senza il sostegno degli stranieri e costretti ad affrontare la grave crisi. Appunto, cose dell’altro mondo.

La Remigrazione fa discutere Busto. Ma il sindaco sta alla larga: «Evento privato»

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