Remigrazione o rimpatri? Le parole sono importanti

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Fratelli d'Italia: immigrato condannato subito rimpatriato

Dobbiamo intenderci sui termini: remigrazione e rimpatri non hanno lo stesso significato, benché si tenda a sovrapporli attorno al tema dell’immigrazione, della sua gestione e delle espulsioni degli stranieri dal nostro territorio. Non a caso il solo annuncio dell’appuntamento di lunedì 13 a Busto Arsizio (ore 18,30, parco Norma Cossetto) con Mario Giordano e Isabella Tovaglieri ha subito provocato il dibattito e agevolato la polemica. Il titolo dell’incontro con il giornalista di Rete 4 e l’eurodeputata della Lega del resto è esplicito nei suoi fini: “Remigrazione in Europa, si può fare?

Attenzione, remigrare è prossimo a deportare, una deportazione soft, se così possiamo dire, di tutti gli extracomunitari presenti nel nostro Paese e negli altri Paesi dell’Ue. Un “via tutti” come auspicato  dalle fazioni xenobe e razziste che, già nel maggio di un anno fa, si sono riunite in un teatro di Gallarate per discutere dell’allontanamento collettivo dei migranti presenti nel nostro continente. Un’aberrazione sociale e umanitaria, com’è facile comprendere, seppure sostenuta dal pericolo di un’islamizzazione selvaggia del territorio, alla quale nessuno, crediamo, possa mai cedere. Identità e tradizione, cultura e costumi sono inalienabilii, ci mancherebbe.

Altro è parlare di rimpatri. Qui ci si può intendere: via coloro che delinquono, non si integrano, sovvertono la tranquillità pubblica, cercano di prevaricare e non rispettano le nostre leggi. Argomento che, al di là di tutti i bei discorsi sull’accoglienza, non può prescindere da precise considerazioni sulla salvaguardia delle regole e, appunto, della sicurezza.

Proprio mercoledì 8 luglio, i parlamentari di Fratelli d’Italia hanno presentato una proposta di legge che mira a rendere più semplice il trasferimento nei Paesi d’origine degli immigrati condannati in via definitiva. Fratelli d’Italia, basandosi sulle recenti modifiche ottenute in sede europea anche dal governo Meloni, ha auspicato un iter accelerato della nuova norma, che va sintetizzata con il termine “rimpatri”, com’è giusto che sia per una chiarezza semantica che eviti confusioni di obiettivi.

In parallelo a questa iniziativa meloniana va detto, per la cronaca, che la Camera ha approvato la dichiarazione d’urgenza sulla proposta di legge della Lega che irrigidisce le regole per l’acquisizione e la revoca della cittadinanza italiana. Un altro provvedimento che nelle intenzioni è a tutela dei nostri modelli di vita ma che, con ogni probabilità, non passerà sotto silenzio da parte delle opposizioni di centrosinistra a causa delle restrizioni che impone per gli stranieri che richiedono la cittadinanza.

Considerazione finale: Lega e Fratelli si muovono su questo versante anche per contrapporsi a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci che, sull’argomento immigrazione, sta impostando la sua linea politica, ottenendo, come confermano i sondaggi, vasto consenso. Certo, Vannacci e soci non vanno troppo per il sottile; la remigrazione rimane un loro punto fermo, quanto meno per la propaganda. E a parole. Ma come si dice, “le parole sono importanti” (cit.), soprattutto in tempi di grande caos verbale, e non solo, come gli attuali. Tempi in cui i significati di ciò che si afferma cambiano a seconda delle opportunità, delle manipolazioni, di ciò che si capisce, si vuole o non si vuole capire.

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