Tadej Pogačar, ancora lui. A Gavarnie-Gèdre, traguardo della 6a tappa del Tour, il campione del mondo asfalta gli avversari: tappa, maglia e, a meno che non gli succeda un clamoroso imprevisto, vittoria finale.
Avversari k.o.
Ha voglia qualcuno a sostenerti il contrario, a dire che siamo solo alla prima settimana di corsa e che i conti si faranno solo a Parigi, dopo ventun tappe. Lo sloveno è semplicemente imbattibile. Gli avversari, che pure sono i migliori al mondo, sembrano dilettanti. Annichiliti. Jonas Vingegaard, il vincitore del Giro, chiude a 2’38”; Del Toro, ovvero il gregario dello sloveno, è a 2’57” assieme a Evenepoel, Seixas , Lipowitz, Ayuso e Skjelmose.
Numeri incredibili
A qualcuno, che sa solo chiacchierare e non conosce bene lo sport, i numeri non piacciono. Eppure nel ciclismo spiegano tutto o quasi. Bene, nel 2023 Pogacar e Vingegaard scalarono il Tourmalet in 45’37”. Oggi lo sloveno ha fatto registrare 43’”, ovvero ben 2’35” secondi meno. Un’enormità, un’esagerazione. La Vam di tre anni fa fu di 1676 m/h, quella odierna di 1.768. Un dato mostruoso su una salita di ben 17 km. Vingegaard, oggi si è beccato un distacco sul Tourmalet di 30 secondi, ovvero 6 secondi al chilometro visto che fino ai -5 dalla vetta, quando Pogacar, ha aperto il gas, i due erano ancora assieme. Questo vuol dire che il danese, oggi è non è andato affatto piano anzi ha impiegato quasi due minuti meno del 2023, anno in cui alla fine vinse il Tour. Dati che arrivano a sfiorare l’imponderabile. Che sono difficili da capire. Avanti di questo passo si arriverà a un giorno in cui i corridori saranno così veloci che partono oggi e arrivano… ieri.
E se la stratosferica differenza in salita non bastasse a far capire che Pogacar ha praticamente già vinto il Tour, bisogna notare che la sua superiorità è evidente anche in discesa. Tadej scendendo dal Tourmalet ha toccato i 107 orari, guadagnando altri 30 secondi sul danese. Poi, sempre in tema numeri, da sottolineare che questa per Poagacar è la 15a vittoria stagionale (la seconda al Tour) in 22 giorni di gara.
Lotta per il podio
E gli altri? Lottano per la terza posizione del podio, a meno che Del Toro faccia il numerone e la Uae una doppietta in stile Sky 2012. Tra loro si salva Evenepoel dopo essersi staccato sul gigante dei Pirenei, meglio di lui – seppure con lo stesso tempo al traguardo – il suo compagno di squadra Lipowitz. Benino anche Seixas e Ayuso, in controllo Del Toro.
La tappa di domani
Domani la Hagetmau-Bordeaux è una frazione per velocisti. Phlipsen. Merlier e, ovviamente Kooij, i favoriti. Si riparte con Pogacar in giallo, Vingegaard a 2’42”, Del Toro a 3’27”; Evenepoel a 3’30”, Ayuso a 3’34”, Seixas a 3’55” e Lipowitz a 4’00”.
Zaina e Armstrong
Mi tornano in mente le parole che Enrico Zaina, bravo ex corridore tra l’altro grande gregario di Marco Pantani, ha scritto pochi giorni in un post su Facebook: “Guardo il gruppo e vedo corridori convinti di inseguire un sogno. Peccato che quel sogno abbia già un padrone e che gli altri, troppo spesso, si accontentino delle briciole facendo finta che siano un banchetto”. Lance Armstrong, invece, oggi ha postato su Instagram una sua immagine mentre indossa una maglietta (“Nuova maglia per il Tour”) che riprende una sua foto sdraiato sul divano con le sette maglie gialle appese alla parete.

