MEDA – Undici partite senza vittoria possono bastare? Nel desolante semi-vuoto di Meda, davanti a pochi intimi (fra cui l’ex dirigente Tricarico: Busto non dimentica…) per l’assurda decisone di vietare la trasferta ai tifosi biancoblù, la Pro Patria riesce a perdere 1-0 anche contro un modesto ma pratico Renate, pagando un primo tempo dallo scarso approccio, segnato dalla rete di Vassallo al 23′. I tigrotti di Colombo – che per la cronaca non vincono dal 12 ottobre, in trasferta dal 6 – chiudono in zona rossa un 2024 che ha mandato segnali inequivocabili: alla proprietà, o ai futuri soci, la possibilità di invertire un trend che purtroppo è sotto gli occhi di tutti.
Deadline Turotti
Il diesse Sandro Turotti aveva dato tempo fino alla gara col Renate (vista dalla tribuna da Massimo Sala) per valutare se prendere o meno una decisione: la deadline è arrivata. Ora occorre dare una svolta, a tutti i livelli: così non si va da nessuna parte. Anzi così si va dritti nel dilettantismo, da cui non si ritorna più.
Le pagelle: Beretta e il nulla
Rovida 5.5; Bashi 6, Alcibiade 6, Cavalli 5.5; Somma 5 (22′st Toci sv), Ferri 5.5, Nicco 5 (1′st Mehic 6), Mallamo 5 (34′st Pitou sv), Piran 5 (1′ st Renault 5.5); Beretta 6, Terrani 5.5. Colombo: 5.
Rovida in biancoblù
Senza gli indisponibili Travaglini, Palazzi, Vaglica, Sassaro, Citterio, Lombardoni – tutti presenti in tribuna – mister Colombo opta per Terrani e Beretta come duo d’attacco. Ma ad essere protagonista in avvio è soprattutto il portiere Rovida (finalmente con la maglia biancoblù), provvidenziale su Plescia.
Vassallo: 1-0
A premiare l’iniziale supremazia dei brianzoli, sempre primi sulle seconde palle, ci pensa al 23′ Francesco Vassallo che, su una corta respinta della difesa bustocca, anticipa Mallamo e sblocca il risultato con un diagonale che passa sotto il corpo di Rovida. La reazione di una fin lì spenta Pro è volenterosa ma nulla più (tiro rimpallato da Piran, dopo un bello spunto di Beretta): all’intervallo l’1-0 premia il minimo sindacale del Renate di Foschi, comunque sufficiente per avere provvisoriamente la meglio su un film già visto.
Il gol resta un miraggio
Con Mehic e Renault subito al posto di Nicco e Piran, la Pro nella ripresa parte con ben altro approccio, alzando sì il baricentro, ma faticando sempre a rendersi pericolosa sotto porta. Con l’ingresso di Toci, inizialmente in panchina perché non al meglio (uscirà all’86’ per un colpo al polso), Colombo prova a dare ancor più peso: l’ingresso – tardivo – di Pitou al 77′ non cambia più di tanto la sostanza: il gol resta sempre un miraggio. La vittoria pure. Finisce 1-0
Tribuna stampa: no comment…
A Busto ci si lamenta – legittimamente – per gli escrementi dei piccioni che in settimana animano lo “Speroni”, ma la tribuna stampa dello stadio “Città di Meda” si è… superata, con un livello di polvere e sporcizia sopra ogni standard. La vice presidentessa della Pro Patria Stefania Salmerigo, munita di fazzoletti e acqua, si è prodigata per cercare di pulire i tavolini, utilizzando i para-schienali del Renate per limitare i danni. Ma una rigorosa steward ha ben pensato di invitare la “second lady” bustocca a rimettere il cuscinetto al suo posto, costringendola ad occupare un’impolveratissima e sporca poltroncina. Una brutta immagine per il Renate Calcio, una società che dai vertici di LegaPro viene sempre presa a modello. Ciò detto siamo sicuri che il presidente Luigi Spreafico, una volta che verrà messo al corrente della situazione, provvederà prontamente a ripristinare la normalità, magari scusandosi con la massima dirigenti bustocca per l’inospitale accoglienza.

Trasferte libere
Un’altra trasferta vietata (dopo Lumezzane); un altro divieto folle (che si riproporrà anche a Salò, ma non a Novara…); un’altra abominevole violazione della libertà individuale; un altro silenzio assordante (anche della società); un’altra certificazione di incapacità (nel non saper gestire 50 ragazzotti: povera Italia…); o forse – peggio ancora – un’attestazione di un preciso disegno: svuotare gli stadi per lasciare la gente imbesuita davanti alle pay-tv, per qualche misero spicciolo (una fetta minuscola della torta) che entra nelle casse dei club. Un “sistema” che ha già funzionato nella politica, trasformando l’italiano medio in un burattino rassegnato che non va più nemmeno a votare. E che ora gli stessi “poteri forti” stanno cercando di riproporre anche nel calcio, non certo per eliminare la violenza negli stadi (quello sì sarebbe un fine legittimo), quanto per manovrare un business che ha – fortunatamente – delle variabili ancora incontrollabili e imprevedibili: i tifosi e la loro passione.

Il tabellino
Renate-Pro Patria: 1-0 (1-0)
Marcatore: Vassallo (R) al 23′
Renate (3-5-2): Nobile; Spedalieri, Auriletto, Riviera; Eleuteri (21′ st Anghileri), Delcarro, Vassallo, Bonetti (21′ st Siega), Ghezzi (39′ st Calì); Bocalon (8′ st Di Nolfo), Plescia (39′ st Egharevba). A disposizione: Ombra, Bartoccioni, Gardoni, Esposito, Marchetti, Mazzaroppi, Pellizzari. Allenatore: Foschi.
Pro Patria (3-5-2): Rovida; Bashi, Alcibiade, Cavalli; Somma (21′ st Toci, 42′ st Curatolo), Ferri, Nicco (1′ st Mehic), Mallamo (34′ st Pitou), Piran (1′ st Renault); Terrani, Beretta. A disposizione: Pratelli, Bongini, Reggiori, Frattini, Ferrario, Miculi. Allenatore: Colombo.
ARBITRO: Andrea Terribile di Bassano del Grappa (Pelosi, Marucci; Patti)
NOTE – Spettatori: 250 ca (ingresso vietato ai residenti in provincia di Varese). Pomeriggio freddo, terreno in discrete condizioni. Ammoniti: Spedalieri (REN), Alcibiade (PPA), Plescia (REN), Riviera (REN), Anghileri (REN), Pitou (PPA), Egharevba (REN).
Next match: Epifania allo Speroni
Anno nuovo, vita nuova. A Busto lo sperano davvero, anche perchè il primo turno targato 2025 metterà di fronte la Pro Patria ad una sfida diretta in chiave di salvezza. Lunedì 6 gennaio (calcio d’inizio ore 15) i tigrotti riceveranno allo “Speroni” la visita della Giana Erminio degli ex tigrottini Renda e Avinci, due giovani del vivaio lasciati partire con poca lungimiranza (Renda dopo averlo addirittura “testato” in prima squadra a fine della scorsa stagione, Avinci per averlo svenduto al Cas per una cifra ridicola all’avvento di Cerrone). Altri due prodotti del settore giovanile biancoblù “scoperti e rivalutati” dall’ex responsabile Beppe Scandroglio (quanto manca la sua competenza…), al pari dei vari Ferri, Bashi, Sassaro, Zanaboni, Ferrario, Piran, Bongini, Frattini…
