RESCALDINA – Pubblichiamo lo sfogo di un cittadino rescaldinese che si è rivolto al capogruppo di Cambia Rescaldina Luca Perotta per lamentare «una scelta che lascia l’amaro in bocca» in merito alla disponibilità di servizi bancari nel paese.
Trasferte in altri comuni per il bancomat
A Rescaldina, paese di oltre 14.000 abitanti, la chiusura della filiale bancaria ha lasciato una ferita che ancora oggi pesa sulla vita quotidiana di molti cittadini. Non si tratta soltanto della perdita di uno sportello, ma della scomparsa di un servizio essenziale: il bancomat. Dopo la chiusura della filiale di Intesa Sanpaolo (nella foto in alto), i residenti si sono ritrovati senza la possibilità di prelevare contanti nel proprio paese. Molti anziani sono costretti a spostarsi nei comuni vicini, come Gorla Minore, per effettuare operazioni semplici che un tempo potevano svolgere sotto casa. Altri devono utilizzare sportelli di banche differenti, pagando commissioni aggiuntive per accedere ai propri soldi.
La giustificazione fornita negli ultimi anni da molti istituti di credito è nota: sempre più servizi vengono utilizzati online, i giovani preferiscono le applicazioni e l’operatività digitale riduce la necessità di mantenere sedi fisiche sul territorio. Una logica che può forse avere un senso nelle statistiche, ma che appare distante dalla realtà quotidiana di una comunità composta anche da moltissimi anziani e persone poco avvezze agli strumenti digitali.
Ma per fare marketing l’interesse c’è
C’è però un aspetto che rende questa vicenda ancora più difficile da accettare. Se il territorio non è più considerato abbastanza importante per mantenere un bancomat, come si spiega la presenza periodica, nel cuore del paese, di un furgone promozionale dedicato alla vendita di prodotti finanziari? In altre parole: per garantire un servizio essenziale non c’è spazio, ma per fare marketing sì.
La scena è paradossale. In una delle zone più frequentate del paese, tra la chiesa, il bar e il centro della vita cittadina, compare un mezzo destinato a promuovere investimenti e servizi commerciali. Un’immagine che molti residenti percepiscono come una provocazione involontaria: prima si toglie un servizio fondamentale, poi si torna a occupare il centro del paese per proporre nuovi prodotti.
Bisogni dei cittadini inascoltati
Anche le istituzioni locali dovrebbero interrogarsi su questo tema. Un’amministrazione comunale ha certamente limiti e competenze precise, ma rappresenta anche la dignità e gli interessi della propria comunità. Di fronte alla perdita di servizi così importanti, sarebbe auspicabile una presa di posizione più netta e una maggiore capacità di far sentire la voce dei cittadini.
Il punto non riguarda soltanto una banca o un bancomat. Riguarda il rispetto dovuto a una comunità che paga tasse, sostiene il commercio locale e chiede semplicemente di non essere trattata come una periferia da abbandonare. Perché un paese di oltre 14.000 abitanti merita qualcosa di più di un furgone promozionale: merita servizi, attenzione e considerazione. E finché questo non accadrà, il malcontento dei cittadini sarà più che comprensibile.
Marcello Cello
Ex Bassettino di Rescaldina e Integration Machine, «mistero sui risultati»
