Raccolta fondi per altre “Stanze del che bello” alla Tela di Rescaldina

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RESCALDINA – Una felice esperienza di inclusione attraverso la pittura. È quella intrapresa nel 2024 a Rescaldina con un progetto artistico collettivo, “La stanza del Che Bello” (nella foto) in un bene confiscato alla criminalità organizzata, l’Osteria sociale La Tela. Protagonisti ragazzi con sindrome di Down e altre disabilità intellettive, le cui opere sono arrivate fino al Quirinale e in Vaticano.

Plauso di Vaticano e Quirinale all’iniziativa

I ragazzi hanno trasformato un’intera sala del locale pubblico in un’opera d’arte, dando vita a un ambiente immersivo fatto di colori, forme e creatività. Al termine delle prime edizioni, l’opera collettiva è stata suddivisa in piccoli quadri, alcuni dei quali sono stati inviati alla presidenza della Repubblica e agli ultimi due Pontefici, ricevendo lettere di ringraziamento e apprezzamento. L’ultima versione della Stanza del Che Bello è ancora visitabile, prima di essere smontata e trasformata a sua volta in tante piccole opere destinate a viaggiare.

Ora, per dare continuità al progetto promosso dall’Osteria sociale La Tela insieme all’associazione Team Down, è stata lanciata una raccolta fondi da 9.000 euro, con l’obiettivo di coinvolgere altri ragazzi e trasformare nuovamente la sala in un grande laboratorio di arte e inclusione. La raccolta fondi è sulla piattaforma Ginger dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, che metterà a disposizione il 30% della raccolta una volta raggiunto il 70% dell’obiettivo grazie alle donazioni.

Arzuffi: «Apprezzamenti molto importanti»

A raccontare il valore di questa esperienza è Giovanni Arzuffi, presidente della cooperativa sociale La Tela, che invita a guardare soprattutto al significato artistico e umano del progetto. «Per noi è molto importante che abbia avuto il plauso del presidente della Repubblica e degli ultimi due Papi che si sono succeduti – rimarca Arzuffi – Abbiamo mandato uno dei frammenti della Stanza del Che Bello sia a Mattarella sia ai pontefici e abbiamo ricevuto le lettere di ringraziamento. Amo dire che nelle gallerie del Quirinale e nei palazzi vaticani c’è un frammento della nostra Stanza del Che Bello». In effetti, assai pochi progetti artistici e sociali sono riusciti a raggiungere i luoghi più simbolici e rappresentativi delle istituzioni italiane e della Chiesa.

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