Spese alle stelle per l’affido dei minori. Rescaldina rimedia con 86 mila euro in più

minori comunità

RESCALDINA – Nell’ultima manovra di correzione del bilancio, l’amministrazione comunale di Rescaldina ha dovuto destinare ben 86.000 euro di avanzo di amministrazione per le spese di collocamento in comunità di minori anche con genitore. «La spesa sociale del Comune si aggira intorno al 18% del bilancio comunale – spiega oggi, martedì 26 agosto, l’assessore a prevenzione e sicurezza sociale Rosario Vitolo – Essa, tra l’altro, si compone di tre grandi voci di spesa: l’assistenza educativa scolastica (Aes) per i ragazzi che necessitano di figure professionali di supporto in ambito scolastico, poiché affetti da patologie certificate; la compartecipazione alle rette delle Rsa per gli anziani non autosufficienti e in condizioni economiche fragili, se non d’indigenza, destinati ad essere sempre più numerosi; e il collocamento di minori e/o adulti (genitori) in comunità su disposizione della magistratura.

«Mentre le prime due voci di spesa dipendono, rispettivamente, dalle diagnosi effettuate dai servizi sanitari e dalle richieste che arrivano per gli anziani, la spesa per i collocamenti in comunità è imprevedibile e improgrammabile poiché si fonda su provvedimenti emessi o avallati dall’autorità giudiziaria che, di solito, devono essere eseguiti con carattere d’urgenza». Un fenomeno in notevole aumento che sta mettendo in difficoltà numerose amministrazioni locali.

Rette da 150 a 250 euro al giorno

Le rette in comunità variano tra 150 euro al giorno per i soli minori e 250 per minore più genitore oltre all’Iva di legge, se dovuta. I collocamenti in comunità sono disposti dalla magistratura, nell’ambito di procedimenti da essa attivati, su segnalazione delle forze di polizia, servizi sociali, scuola o servizio sanitario: è il caso, ad esempio, del “codice rosso” per i maltrattamenti in famiglia.

Vitolo: «Servono più famiglie affidatarie»

Come informa Vitolo, attualmente i servizi sociali di Rescaldina hanno in carico in istruttoria circa 120 minori, dei quali tre frequentanti centri diurni, 10 collocati in comunità (alcuni con il genitore) a fronte di solo tre minori collocati in famiglie affidatarie. «In punto di affido le convenzioni internazionali e la legge italiana privilegiano, nell’esclusivo interesse del minore, il collocamento di questo presso il proprio ramo parentale non disfunzionale ovvero presso famiglie, coppie affidatarie o single, e solo come extrema ratio il collocamento in comunità. Di fatto, purtroppo, per la mancanza di affidatari idonei, l’eccezione rischia di diventare la normalità, il che non ci piace proprio».

A tale scopo, l’assessore lancia un appello ai cittadini perché provino questa esperienza contattando, per maggiori informazioni, il Servizio Affidi dell’Azienda So.Le di Legnano (via XX Settembre, 30, edificio A6), e-mail affidi@ascsole.it, tel. 0331 1816368.

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