RESCALDINA – No a una via o un parco intitolati a Sergio Ramelli a Rescaldina. Il consiglio comunale di lunedì sera, 28 aprile, ha bocciato la mozione presentata dal gruppo di opposizione di centrodestra Cambia Rescaldina-Luca Perotta Sindaco. Nel motivare il voto contrario della maggioranza, il sindaco Gilles Ielo, parlando a nome di tutto il gruppo di Vivere Rescaldina, ha citato una serie di vittime del terrorismo e delle violenze di piazza avvenute nel 1975, lo stesso anno in cui Ramelli, studente milanese di 18 anni militante del Fronte della Gioventù, fu ucciso a colpi di chiave inglese da alcuni militanti di Avanguardia Operaia.
Ielo: «Militava in gruppo contrario alla Costituzione»
«Poliziotti e rappresentanti dello Stato – così Ielo ha descritto quelle 11 vittime – insegnanti, studenti, alcuni militanti, altri ancora semplici simpatizzanti, molte differenze, una sola cosa in comune: sono stati tutti assassinati. Perché faccio questi esempi? Perché quegli anni sono stati una delle pagine più tristi della nostra storia contemporanea, anni complessi e ognuna di quelle vite è stata interrotta drammaticamente con una condanna a morte “sancita” per tutti unicamente per motivi ideologici. Alcuni, rappresentando lo Stato, trovarono la morte nell’adempimento del proprio dovere. Non comprendo quindi quale sia lo scopo e il principio che si vuole affermare con questa mozione, lasciando da parte il tenuto conto che a Milano hanno ufficialmente dedicato piazze a Ramelli. Il nostro statuto comunale promuove iniziative finalizzate a tutelare le diverse realtà culturali e politiche, sensibilizzando l’opinione pubblica sulla libertà di espressione, il rispetto dell’altro e la libera manifestazione delle proprie idee.
«Ramelli – ha proseguito il sindaco in aula – fu sicuramente vittima di una violenza brutale, becera e ingiustificabile. Il fatto però che sia stato ucciso, che fosse giovane o ancora il riconoscimento della coerenza e fedeltà al suo impegno politico, non bastano a nostro avviso a giustificare un’intitolazione pubblica. Militava in un movimento che era espressione di un’ideologia contraria alla nostra Costituzione, movimento di chiara ispirazione fascista e pertanto insofferente verso le libertà fondamentali, come tutti quei gruppi extraparlamentari che hanno insanguinato gli anni 70, che agivano contro i princìpi che invece vengono sanciti dalla Costituzione e anche dal nostro statuto comunale. Ritengo quindi che una tale scelta equivarrebbe a riconoscere e legittimare un orientamento, una deriva autoritaria e antidemocratica, tuttora pericolosa. Per questi motivi ritengo che la proposta non sia condivisibile».
In Regione i Comuni che ne hanno onorato la memoria
Nel frattempo, sempre lunedì, in Regione si è svolta l’iniziativa “Mille città per Sergio” nell’ambito dell’evento “Le idee hanno bisogno di coraggio” in ricordo dello studente assassinato 50 anni fa. «Desideriamo ringraziare – ha spiegato l’assessore alla cultura di Regione Lombardia Francesca Caruso – uomini e donne delle istituzioni che negli anni, all’interno delle amministrazioni comunali, hanno voluto commemorare la figura di Sergio Ramelli, un ragazzo colpito a morte per le proprie opinioni, in nome dell’odio ideologico. Una pagina di storia italiana che per troppo tempo è stata strappata, nascosta, dimenticata: con la consegna della targa ricordo vogliamo dare un riconoscimento a chi, con coraggio, ha sfidato pregiudizi e ostilità decidendo di rendere omaggio a un ragazzo che non imbracciava armi e spranghe, ma solo un quaderno».
Il ringraziamento sarà rivolto ai promotori delle intitolazioni di parchi, strade, giardini e piazze alla memoria di Sergio Ramelli in 38 città italiane (nella foto in alto, la strada dedicatagli a Sanremo) fra cui Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Busto Arsizio.
“Mille città per Sergio” (Ramelli), c’è anche Busto. «Non è una battaglia di parte»
