Spaccio nei boschi, Rescaldina ai comuni vicini: «Coordiniamo le Polizie Locali»

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RESCALDINA – Un coordinamento fra le Polizie Locali dei comuni infestati dallo spaccio nei boschi: è quanto auspica oggi, mercoledì 4 aprile, l’amministrazione di Rescaldina, che ricorda gli investimenti da essa già fatti per la sicurezza. «Tutti desideriamo zero reati sul nostro territorio – osserva l’assessore alla prevenzione e sicurezza sociale Rosario Vitolo Declinare però Rescaldina come una cittadina insicura fa male alla comunità e a quanti si spendono nelle varie associazioni, secondo le proprie inclinazioni e passioni, attraverso l’organizzazione di manifestazioni ed eventi».

Vitolo: «Potenziato il nostro organico»

Vitolo ha ben presente «il problema, da noi adeguatamente attenzionato, relativo allo spaccio di sostanze stupefacenti in talune parti delle aree boscate del nostro comune e immediatamente confinanti con il nostro territorio. Come tutti sappiamo – sottolinea – le nostre aree boscate confinano circolarmente con i comuni di Cerro Maggiore, Uboldo, Gerenzano, Cislago, Marnate, Castellanza e Legnano. La piaga purtroppo è comune e le azioni di contrasto, per avere un minimo di efficacia dissuasiva, richiedono un coordinamento fra Comuni con le relative Polizie Locali sulla cui realizzabilità vogliamo lavorare. Ciò ci permetterebbe di essere più efficaci e flessibili nelle azioni di contrasto agli illeciti per stupefacenti allorché si debba operare in collaborazione anche con i presìdi territoriali dell’Arma dei Carabinieri».

L’assessore ricorda quindi uno dei primi atti concreti adottati dalla giunta: riportare l’organico della Polizia Locale da 6 unità a 10, reintegrando le cessazioni dal servizio intervenute per pensionamenti e trasferimenti. «Nei fatti – precisa – abbiamo così potuto aumentare sensibilmente la presenza giornaliera di pattuglie sul territorio, anche tre al giorno, il numero di controlli alla circolazione stradale e, contando sulla ricevuta disponibilità a flessibilità di orario straordinario dagli agenti di PL, ai quali va tutta la nostra gratitudine, possiamo ora ampliare la presenza oraria di pattuglie anche nelle tarde ore serali, organizzando servizi aggiuntivi almeno una volta alla settimana».

Più dotazioni per gli agenti

Sul fronte delle dotazioni strumentali alla Polizia Locale «ascoltando i suggerimenti pervenutici dagli operatori, abbiamo partecipato a un bando di Regione Lombardia per l’acquisto di 4 fototrappole e di un telefono cellulare per un importo di poco più di 5.500 euro, ma purtroppo non siamo stati ammessi al finanziamento per esaurimento delle risorse. Nonostante ciò, compatibilmente con le esigenze di bilancio, abbiamo deciso di procedere all’acquisto, per ora, di due delle quattro fototrappole e del cellulare. Questa dotazione ci aiuta a contrastare il fenomeno degli atti vandalici e dell’abbandono dei rifiuti, a monitorare le aree a rischio del paese e porre in essere azioni relative al perseguimento dei reati in materia di sostanze stupefacenti.

«Abbiamo poi emesso un’ordinanza nei confronti dei proprietari di terreni, per il taglio delle piante lungo i cigli stradali che si trovano a una distanza inferiore a tre metri dal ciglio stesso. Con questo provvedimento, giustificato dalla tutela della sicurezza alla circolazione stradale, come effetto indiretto raggiungiamo l’obiettivo di rendere più facile agli operatori l’individuazione di soggetti dediti agli illeciti sugli stupefacenti, che sono costretti a sporgersi maggiormente e quindi a essere visibili e più facilmente intercettabili».

«Occupare spazi di società civile»

L’assessore alla prevenzione e sicurezza sociale della giunta Ielo esprime infine alcune considerazioni di più ampio respiro sul tema. «Siamo consapevoli che anche la commissione di un solo reato, per la comunità e vieppiù per la persona che lo subisce, costituisce un allarme sicurezza che, oltre a rappresentare, in sé, una rottura della relazione di fiducia con il prossimo, con la comunità e le sue istituzioni, si traduce in un vero e proprio trauma psicologico per chi ne rimane vittima e diventa motivo di rabbia e risentimento sociale. È importante che si occupino spazi di società civile per far sì che arretrino quelli criminali. Noi tutti abbiamo il diritto di essere rassicurati e il dovere di segnalare al 112 ogni situazione sospetta che dovesse palesarsi. Riteniamo che sulla sicurezza non si debbano fare annunci e proclami roboanti, bensì azioni. Noi ci siamo e insieme a tutti quanti, cittadini, associazioni, opposizione politica, che vogliono contribuire con idee e suggerimenti sul tema, non lasceremo nulla d’intentato e faremo tutto ciò che ci è consentito svolgere a legislazione vigente».

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